Lunedì, 11 Giugno 2018 12:20

Un “amico” di Sr. Clare in Italia

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Sr. Anna Riordan, SHM: Sr. Clare aveva fatto il miracolo: il miracolo della vittoria della VITA, la GRAZIA nella sua anima.

Sr. Anna Riordan ci racconta la storia di Giovanni, che dopo una vita molto complessa – Giovanni trascorse dieci anni in carcere con l’accusa di omicidio - è morto poco tempo fa di canco all’età cinquant’anni. Guidato da Sr. Clare, Giovanni visse una grande trasformazione nelle sue ultime settimane di vita.

È curioso come ci siano certe persone che puoi conoscere per anni con cui non senti alcuna comunione e altre invece che solo dopo un’ora puoi sentire vicine come fratelli nella Fede. Questo perché nel mondo dello spirito la logica è diversa: le cose funzionano con una logica Divina.

Questo è proprio ciò che abbiamo verificato con Giovanni, un uomo di circa 50 anni che abbiamo conosciuto circa un anno fa in un paese montano del Nord di Italia. Lo chiamiamo “l’amico di Sr. Clare”. Certamente, in base alla sua data di nascita egli aveva circa 50 anni, ma sembrava un bambino di 5 anni verso la fine della sua malattia.

Io lo incontrai la prima volta nell’ottobre del 2017. Eravamo due suore, Serve del Focolare della Madre. Lo incontrammo nella sua casa: un uomo forte, un duro, seduto sul divano. Aveva tatuaggi sulle braccia. Stava già lottando con la malattia che alcuni dicono che “lo portò alla morte”, ma che io preferisco qualificare come la malattia che lo portò alla Vita. In quel primo incontro, egli si mostrò un po’ distante, disinteressato. Considerammo un successo il fatto di essere riuscite a convincerlo a pregare un’Ave Maria con noi. Quest’uomo era stato più di 10 anni in carcere con l’accusa di omicidio.

Ma fu dopo questo primo incontro che qualcosa iniziò a cambiare in Giovanni. Gli iniziammo a parlare di Sr. Clare, ed espresse il suo desiderio di confessarsi e di iniziare a ricevere Gesù sacramentato nella Comunione.

Egli voleva molto bene a Sr. Clare e, ricordando la sua grande conversione prima di diventare Serva, ci sorrideva e diceva: “Lei era cattiva come me”. Un giorno ci disse che voleva fare un murale dedicato a Sr. Clare nella sua casa. Lei era come il suo eroe. Era un duro, ma aveva un grande umorismo, e diventava sempre di più come un bambino verso la fine della sua vita terrena. Impressionò tutte noi suore che siamo andate a trovarlo.

Una volta, gli portammo la Comunione. Gli dicemmo: “Non ti preoccupare, Giovanni, ti daremo solo un pezzettino dell’Ostia”. Ed egli disse con voce come di bambino: “Lui si fa piccolo per me”. Quella frase divenne la nostra meditazione per l’Avvento... “Lui si fa piccolo per me”. Sua moglie ci raccontò che era triste perché non poteva fare il presepe grande in casa sua per Natale, a causa della malattia. Ma un giorno andammo con l’Eucaristia e non avevamo dove appoggiare il corporale e il purificatoio. Sua moglie ci avvicinò un tavolo di legno. Egli ci disse: “Questo tavolo l’ho fatto io”. E così gli dicemmo che alla fine era proprio lui che aveva fatto un “presepe” dove appoggiare Gesù Bambino (l’Eucaristia). Sembrò molto contento.

In un’altra occasione gli portammo l’Eucaristia e anche un’immagine che era uno zoom da vicino della faccia e della mano alzata di Gesù della Divina Misericordia. Nel vederlo alzò la testa con moltissimo sforzo e con un grande sorriso, come se stesse vedendo il suo migliore amico che da tempo non vedeva. Diceva a voce bassa ma con l’entusiasmo di un bambino: “Ciao!” E alzò la sua mano per toccare la mano di Gesù del quadro. Quella volta, dopo aver ricevuto l’Eucaristia, abbassò la testa e l’appoggiò sopra l’immagine di Gesù della Divina Misericordia che era sul tavolo. Iniziò a parlare a voce bassa e non capivamo. Sua moglie si avvicinò dicendo: “Che cosa ti succede, Giovanni?” E lui: “Sto parlando con il Signore!”. Lo disse con un tono di “perché mi interrompi?”. E sicuramente aveva ragione, non era il momento per altri discorsi.

Realmente è stata una grazia il poterlo accompagnare. L’ultima volta in cui lo vedemmo fu il giorno prima della sua morte, era ormai quasi in coma. Pregammo solo un’Ave Maria. Gli dicemmo: “Giovanni, ti stai preparando per andare a vedere Gesù. Non avere paura di niente”. Morì quella notte. Non lo so, ma non mi sorprenderebbe se Sr. Clare fosse andata a raccogliere la sua anima.

Sua moglie un giorno, prima della sua morte, ci disse: “Sr. Clare non ha fatto il miracolo” (perché non lo aveva guarito fisicamente), ma noi suore le dicemmo che invece sì che aveva fatto il miracolo... il miracolo della vittoria della VITA, la GRAZIA nella sua anima. Le dicemmo: “La VITA ha vinto in lui”, e quale felicità più grande esiste che sapere che la persona che hai amato di più sulla terra è pronta per andare all’incontro con Gesù? Giovanni si era trasformato. Io l’avevo conosciuto a ottobre, ed era come un altro in quelle ultime settimane. La sua anima era bellissima. Era come il più innocente dei bambini. Ci chiamava “la mie sorelle”, e realmente è stato come nostro fratello nel Signore. Il suo corpo era letteralmente putrefatto dentro, a causa del cancro, ma la sua anima era splendente.

Un giorno Gesù volle insegnare che la santità non consiste nel sembrare buoni ma nel fare la volontà del nostro Padre dei Cieli: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?". Risposero: "Il primo". E Gesù disse loro: "In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli» (Mt 21, 28-32). Giovanni era uno di questi del “non ne ho voglia”, ma poi si pentì e vi andò”. Sicuramente anime così sono quelle che fanno sorridere Dio. Che esse ci aiutino ad unire il nostro “Sì, Signore” con un “e vi andò”.

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