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Martedì, 17 Settembre 2019 21:00

Un esempio per me

Maria Augusta
 
Estrella, Ecuador:  Quello che fece fu togliere la mano e dire: “Non fa nulla. Dio ha versato più sangue per me.”

Estrella conobbe Maria Augusta nel 2005 quando era membro del Focolare della Madre della Gioventù in Ecuador.

Io conobbi Maria Augusta attraverso sua sorella Andrea. Andrea era una delle mie compagne di classe e una delle mie migliori amiche all’Università; inoltre, entrambe eravamo membri del Focolare della Madre della Gioventù a Chone (Ecuador). Quando la conobbi richiamò la mia attenzione il fatto che sembrava seria, ma poi mi resi conto che piuttosto era un po’ timida. Era molto intelligente. Sapeva stare al suo posto in ogni momento. 

Ricordo che un po’ alla volta venne agli incontri per giovani che si tenevano la domenica. Spesso ci incontravamo per fare rosari. Lei voleva imparare e questo la motivò a venire a casa delle suore qualche pomeriggio. Un giorno, mentre facevamo i rosari, mi stava aiutando a tagliare una corda che io da sola non riuscivo a sostenere. Non so che cosa successe, ma mi scapparono le forbici e le feci un taglio sulla mano. Mi colpì molto la sua reazione! Quello che fece fu togliere la mano e dire: “Non fa nulla. Dio ha versato più sangue per me”. Fu un esempio per me. Lei aveva non più di sedici anni.

Era molto piacevole stare accanto a lei, perché non parlava mai di sé. Credo di non aver mai saputo niente di lei dalla sua viva voce, ma da sua sorella. Quando sapevamo che le era successo qualcosa, lei non dava importanza e cambiava argomento.

Pure richiamava la mia attenzione che, persino prima di avere una conversione più forte, il suo modo di vestire fosse molto modesto, e che sapeva conquistarsi il rispetto degli altri. Credo che questo fosse naturale in lei. Quando per qualche motivo qualcuno si arrabbiava, lei rapidamente cantava una canzone che faceva sì che ridessimo.

In un pellegrinaggio che facemmo al Santuario della Vergine de las Lajas, in Colombia, passammo per Quito. 

Il suo desiderio era di poter dire alla Vergine Maria che la aiutasse a non avere paura. Io non sapevo di che cosa avesse paura, e siccome Maria Augusta era così riservata, non volli chiederle niente. Ci fu un momento in cui mi si mise a fianco e mi disse: “Il fatto è che Dio è così grande, che io non posso... Per la verità, viveva una lotta molto grande riguardo alla sua vocazione, perché temeva di far soffrire i suoi genitori, in particolare suo padre. Era la piccola della casa, per non dire che era la preferita di suo padre. Anche lei lo amava molto. 

Un giorno io stavo pregando i vespri in chiesa e arrivò proprio lei. Nel vedere ciò che stavo facendo, si unì alla mia preghiera. Stavamo pregando il Salmo 44 e mi chiese: “Quando tu leggi questo, a chi pensi?”. Io le dissi: “A Gesù”. Continuammo a pregare e alla fine mi chiese: “Si può avere questa relazione intima con il Signore, come dice il Salmo?”. La impressionarono molto le parole: “Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. Egli è il tuo Signore: prostrati a Lui”. Quando le dissi che quelle parole io le ripetevo sempre a me stessa quando non volevo ascoltare il Signore, non mi lasciò finire e se ne andò. Stava lottando.

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