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Venerdì, 28 Luglio 2017 19:08

Assieme ci facciamo del bene

Chicas de la Resi en 2015

Julissa Macías (Ecuador):  Anche se non era una ragazza che si facesse notare, era un esempio di abbandono alla volontà di Dio.

Julissa Macías

Julissa Macías si sta preparando per essere Serva del Focolare della Madre. Fu una buona amica di M. Augusta, a cui visse molto vicina per tre anni nella Residenza per studentesse del Focolare della Madre a Portoviejo. Ci racconta dei dettagli molto belli di M. Augusta.

Sono Julissa Macías, candidata nelle Serve del Focolare della Madre. Ho vent’anni e ho condiviso la residenza con “Cieli”, come chiamavamo Maria Augusta. Quando la conobbi mi dissero che i più vicini la chiamavano Cieli, allora io le dicevo Cieli, pezzettino di Cielo, per i suoi occhi brillanti. Lei mi diceva: “Non mi dire così che non mi piace, non mi piace che mi dicano Cieli”. L’anno scorso iniziai a chiamarla Maria Augusta, visto che la sentii dire che non le piaceva che le dicessero Cieli, e mi disse: “Tu sì che mi puoi chiamare Cieli, non mi dire Maria Augusta perché altrimenti penso che sia arrabbiata con me”.

Ho condiviso la Residenza con lei per quasi tre anni (la Residenza per studentesse del Focolare della Madre a Portoviejo). Era una ragazza cui piaceva andare molto ben vestita e profumata, con i colori abbinati nei limiti del possibile, ai suoi capelli non poteva mancare la crema... Non era estremista in queste cose, ma le piaceva andare vestita bene. Il sudare non andava d’accordo non lei. Era una ragazza molto simpatica e tenera, anche se pure riservata e timida.

Credo che fosse una ragazza a cui Dio parlava molto, e lei non poteva rifuggire da quella voce. Ricordo che un giorno, attaccando briga con lei, le chiesi: “E quando entrerai nelle Serve?”. Mi chiese perché lo dicevo, cosa a cui risposi che la sua faccia parlava da sé. Allora mi disse: “Il fatto è che ho molta paura di deludere il Signore, ma mi sto sforzando di fare ciò che Egli mi chiede”.

All’improvviso il Signore le chiese di essere la responsabile della Residenza. Quello fu un passo molto difficile da fare, visto che a lei non piaceva che noi che vivevamo nella residenza ci rivolgessimo a lei per chiederle le cose, e ancor meno il doverci correggere. Per la verità quell’incarico fu la sua croce. Se avesse potuto rinunciare a ciò lo avrebbe fatto, ma sapeva molto bene che era Gesù che glielo chiedeva.

Julissa y María AugustaCon il Signore aveva una relazione molto buona. Lo chiamava “Jesusito” [N.d.R. “Gesuino”], perché le sembrava molto tenero. Voleva bene anche alla Vergine Maria, ma le era molto difficile porsi in relazione con Lei. Le piaceva la canzone “Tomad Virgen pura” [N.d.R. “Prendete Vergine pura”], perché cercava di unirsi sempre di più a Lei. Un giorno mi disse che desiderava avere una relazione molto stretta con la Madonna, come l’aveva un gruppo di ragazze che la impressionavano. Ricordo una sera in cui entrambe eravamo già andate a Messa e, mentre aspettavamo le ragazze, mi propose di pregare un rosario alla Vergine con canzoni. Ci immaginavamo che alla Vergine Maria avrebbe fatto molto piacere. Ridevamo anche immaginando che la Madonna e Gesù avrebbero riso per quanto male cantavamo. Quel rosario fu speciale.

Cieli era molto servizievole, anche se a volte aveva poco tempo. Una volte le chiesi che mi insegnasse a tagliare un pollo e, anche se aveva poco tempo, lo fece. Per la verità, da quel momento imparai a farlo, grazie alla pazienza che ebbe con me.

A Cieli non piaceva essere arrabbiata con nessuno, e quando qualcosa andava storto, cercava di risolverlo. Ci fu una volta in cui entrambe stavamo passando una situazione molto scomoda, allora mi mandò una nota che diceva: “Ciao piccola monella. Il demonio si sta mettendo molto tra di noi. Sa che assieme ci facciamo del bene e cerca di separarci. Scusami per la mia mancanza di pazienza, non voglio che sia motivo per cui tu voglia andartene dalla Residenza. Sul serio, a quelle cose è meglio che non ci pensi neppure. Ciao brutta!!! Me ne vado a Chone. Ci vediamo domenica o lunedì. Sarebbe una gioia vederti. Spero che abbia avuto una buona giornata! Prenditi cura di te stessa e delle ragazze. Saluti. Maria Augusta”. Nella misura del possibile cercava sempre di trovare una soluzione ai conflitti. Era una ragazza che sapeva guadagnarsi l’affetto delle persone. Stava sempre attenta che stessimo bene.

Un’altra cosa che ricordo fu che, quando entrò come candidata, le costò molto distaccarsi dai suoi vestiti. A me regalò parte dei suoi vestiti e, quando me li dava, mi diceva cose del genere: “Curala molto, perché è la mia camicia preferita”, o: “Prendi questo pantalone che mi piace molto”. Aveva anche delle scarpe e una fascia che le piacevano molto, ma li seppe offrire al Signore con gioia.

Tutto ciò che faceva era per amore verso le anime, e perché sapeva che con questo rendeva felice Gesù. Ad esempio, essere animatrice dei campi estivi, dirigere una riunione delle ragazze, incoraggiare le ragazze che ne avevano bisogno... Anche se non era una ragazza che si facesse notare, era un esempio di abbandono alla volontà di Dio. Cercava di rispondere con prontezza a ciò che Gesù le chiedeva.

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