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Lunedì, 02 Ottobre 2017 17:40

Questa bambina non ha paura di nulla

Sr. Paqui, Jazmina, Sr. Kelly Maria e Mayra

Sr. Kelly M. Pezo, SHM, Stati Uniti: A Mayra piaceva molto un’immagine nella quale si rappresenta Gesù come Buon Pastore. Conservava un’immaginetta di Gesù Buon Pastore, e diceva che ogni volta che Lo guardava la innamorava.

Sr. Kelly Pezo, Serva del Focolare della Madre, è nata nel Connecticut (Stati Untii). Da 4 anni serve nelle nostre comunità dell’Ecuador.

Racconterò un paio di aneddoti affinché conosciate Mayra un po’ meglio.

Lì, a Chone, l’ambiente tra i giovani non è molto sano. Infatti per strada le ragazze possono ricevere l’invito di un ragazzo a fare cose disoneste, senza che neanche si conoscano. Questo avvenne un giorno a Mayra quando stava camminando per strada. Era un po’ meno di un anno prima di entrare come aspirante. Ella sapeva già che aveva la vocazione. Un ragazzo la guardò e le disse: ‘Vieni con me a fare una passeggiata?’. È un modo per invitare a fare cose brutte. E lei, con il fuoco che portava dentro e con la spavalderia propria di chi non sopporta questo tipo di osservazioni, gli rispose: ‘Fai una passeggiata con il tuo cane, perché io ha già un padrone’. Sappiamo che il “Padrone” a cui si riferiva lei era Gesù, il suo Buon Pastore

Estampita del Buen Pastor de Mayra

Immaginetta che apparteneva a Mayra

A Mayra piaceva molto un’immagine nella quale Gesù è rappresentato come Buon Pastore. Conservava un’immaginetta di Gesù Buon Pastore, e diceva che ogni volta che Lo guardava la innamorava. È l’immagine che accompagna queste righe.

Rimasi molto impressionata quando sapemmo che era morta, visto che era proprio la domenica del Buon Pastore. Nel vedere veramente il Buon Pastore... si sarà innamorata del tutto!

Un altro aneddoto avvenne dopo il viaggio al Puyo del 2014. Mayra e Jazmina stavano venendo a casa nostra per un Rosario missionario in onore della Madonna del Rosario. Era il 7 ottobre. Avevano preso una scorciatoia per una strada dietro l’università, quando dei ragazzi in bici e con dei coltelli le assaltarono per rubare loro il cellulare. Presero Mayra da dietro e le misero il coltello sulla pancia, toccandola dappertutto per cercare il suo cellulare, ma non lo trovarono. Lei, al posto di intimorirsi di fronte ai ladri e di dare loro ciò che volevano, si oppose loro dicendo: “Cosa!? Cosa vuoi!?”. Jazmina invece aveva tantissima paura. A lei trovarono il cellulare – era nuovo e dell’ultimo modello, glielo avevano appena comprato – e glielo rubarono. Jazmina poi ci raccontava che riusciva solo a pensare che non era pronta per morire. Chiamarono la polizia che arrivò subito. Mayra disse che sarebbe salita sulla macchina della polizia per andare alla ricerca del ladro perché lo avrebbe riconosciuto. Jazmina non usciva dal suo stupore e diceva: ‘Un giorno ci ammazzeranno, perché questa bambina non ha paura di nulla’”. Poi, ormai più tranquilla, Jazmina rideva del cellulare “squallido” di Mayra, dicendo: “Se il ladro avesse trovato il tuo cellulare ti avrebbe dato un dollaro affinché lo ricaricassi!”

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