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Lunedì, 17 Settembre 2018 13:21

Entrò con due piedi

entro con los 2 pies800

Carolina Aveiga (Ecuador): Non so cos’altro sia successo lì, però dopo uscì saltando dal santuario. Era molto contenta, qualcosa era cambiato.

Carolina Aveiga era molto amica di Mayra. Ci racconta alcuni momenti chiave della vocazione di Mayra dei quali fu testimone, e quel gesto così deciso di Mayra, il giorno in cui entrò come aspirante, di entrare nella cappella con un salto, per “entrare con due piedi”, il che significa facendo un passo definitivo, senza voltarsi indietro.

Ricordo che facemmo un pellegrinaggio a Guayaquil e, di là, proseguimmo fino a Olón, dove si trova il Santuario di Rosa Mistica, un’immagine della Madonna che ha pianto lacrime di sangue. Stando lì, di fronte all’immagine della Vergine Maria, una suora disse che potevamo inginocchiarci di fronte all’immagine per dirle ciò che desideravamo, di approfittarne, e che quelle di noi che rimanevano ai banchi dovevano pregare per la ragazza che andava avanti. Passate alcune ragazze, Mayra si alzò e si inginocchiò di fronte alla Madonna. Mayra scoprì la sua vocazione in quel momento. Non so cos’altro sia successo lì, però dopo uscì saltando dal santuario. Era molto contenta, qualcosa era cambiato.

Sicuramente, dopo vennero dubbi, paure… anzi, ricordo una volta che Jazmina cambiò il testo della canzone “El chico alto de Israel” [N.d.R.: “Il ragazzo alto di Israele”] adattandola affinché parlasse di Mayra. La fece portare anonima, per aiutarla a focalizzarsi nella sua vocazione e aiutarla a rispondere. Era divertentissimo vedere Mayra incuriosita domandare ragazza per ragazza per capire se era stata una di loro, ma nessuno le diceva nulla. Passarono alcuni giorni e le arrivò un’altra lettera. Questa volta era una poesia che le parlava molto forte della responsabilità che portava in sé nel non rispondere alla chiamata del Signore. Non ricordo bene ciò che diceva, era qualcosa come: “Perché dici di no? Lui ti chiama. Dalla Croce ti chiama. Andiamo! Di’ sì”. Questa volta non era stata Jazmina, il che fu la prima sorpresa. Mayra una volta, raccontando la sua vocazione, ci disse che era molto grata a quella persona, perché questa poesia fu cruciale perché lei rispondesse.

Il giorno che Mayra entrò da aspirante nelle Serve, il 19 ottobre 2014, entrando in cappella, entrò con un salto, perché diceva che doveva entrare con due piedi, affinché non ci fosse alcuna marcia indietro. Era un sì “sostenuto”, come era solita ripetere ricordando le parole di una delle suore. Ricordo tanto quel giorno! Mayra era così contenta e ansiosa! Da quel giorno ci diceva che ciò che più desiderava era essere Serva, andare in Spagna a fare il noviziato, ecc., ecc. Noi scherzavamo dicendole che ancora doveva entrare come candidata. Lei soltanto rideva. Infine entrò il 1º gennaio 2015, e ogni giorno rinnovava la sua donazione. Amava la sua vocazione come Serva del Focolare della Madre.

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