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Venerdì, 22 Giugno 2018 19:42

Non aver paura, sii fedele!

domenica ital 800

Domenica, Ecuador: “La cosa migliore che abbia mai fatto é stata dire “Sì” al Signore”. Questa frase mi colpì molto, soprattutto perché detta da una ragazza di 15 anni, così innamorata del Signore.

Doménica Salazar Medina è di Quito (Ecuador); entrò come postulante delle Serve del Focolare della Madre nell’ottobre del 2015.

Vidi per la prima volta Valeria il giorno prima degli esercizi spirituali ai quali partecipai come postulante. Non ebbi l’opportunità di conoscerla bene, però mi colpì molto. Eravamo nella casa delle suore e, a coppie, stavamo dipingendo le pareti: mi toccò stare con Valeria.

Era una ragazza molto allegra e molto matura per la sua età, io pensavo che fosse più grande. Iniziò a parlarmi non appena mi avvicinai. Era molto socievole e giocherellona. Mentre dipingevamo, una ragazza si avvicinò per sporcarla per scherzo con la pittura e lei cominciò a gridare: “ Domenica, aiutami!”. Io risi e l’aiutai, e fu così che lei mi inserì nel gruppo; era veramente buona.

Più tardi, quando già era sera e cominciammo a preparare la cena, lei venne a parlare con me perché a me faceva molto male la schiena e non le potevo aiutare: mi domandò riguardo alla mia vocazione. Io non sapevo ancora se dire il mio sì al Signore. In realtà l’avevo già fatto, ma avevo paura e stavo per fare un passo indietro. Lei mi disse: “Io ho sentito la vocazione ad essere suora, vuoi che te la racconti? Beh, meglio che te la racconti durante la cena” e sorrise come una ragazza innamorata. Io non riuscivo a credere che una giovane della sua età fosse così contenta della sua vocazione, avesse fatto già la sua scelta e fosse così innamorata del Signore. Poi tornò e mi disse “La cosa migliore che abbia mai fatto è stata dire “Sì” al Signore”. Questa frase mi colpì molto, soprattutto perché detta da una ragazza di 15 anni, tanto innamorata del Signore. In quel momento io dissi il mio “sì” a Dio, chiedendogli che mi aiutasse ad essere così innamorata come lo era lei.

Durante la cena raccontò la sua vocazione e l’unica cosa che pensavo mentre l’ascoltavo era che lei era molto coraggiosa: anch’io, infatti, sentii la chiamata del Signore alla sua stessa età e avevo sempre detto di no al Signore. Per lei la scelta fu combattuta, però era convinta che Dio le stesse chiedendo la sua vita e si dimostrò molto coraggiosa perché rispose di sì immediatamente. Quando tornai dagli esercizi per entrare come postulante a Chone, mi disse: “Entrerai come postulante, bene! Io entrerò come aspirante” era molto emozionata. Quando la abbracciai piangendo per congedarmi da lei e congratularmi, mi disse: “Non avere paura, sii fedele!”. Era una ragazza sorprendente. Tutte le volte che la vidi successivamente era sempre felice e io mi dicevo: “Devo innamorarmi di Dio come lei”.

 

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