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Mercoledì, 05 Giugno 2019 21:00

Una ragazza semplice e gioiosa

Hna. Virginia



Sr. Virginia Jiménez, Spagna:
Osservatrice, silenziosa, responsabile, con un sorriso costante, attenta a tutti... era per tutti i professori un incanto.

Sr. Virginia S.H.M. conobbe Valeria nel maggio del 2011, quando aveva appena compiuto undici anni.

Il 25 maggio 2014 ricevetti una lettera da due alunne della nostra scuola di Playa Prieta, delle quali ero stata la tutor per cinque anni. In quella lettera mi raccontavano emozionate che avevano fatto un pellegrinaggio a Cajas nella provincia di Cuenca (Ecuador), dove la Madonna è apparsa con il titolo di "Custode della fede". Successivamente avevano fatto degli esercizi spirituali. Frutto di tali due attività fu la decisone di prendere sul serio la loro vita spirituale formando un piccolo gruppo, insieme ad altre ragazze, che chiamarono HM YPEP (Hogar de la Madre - Yo prefiero el Paraíso [N.d.T.: Focolare della Madre - Io preferisco il Paradiso]) e che aveva come obiettivo quello di aiutarsi reciprocamente anche nel rialzarsi dopo le cadute.

Dopo aver elencato tutte le ragazze che facevano parte del gruppo in quel momento, mi scrivevano: "Valeria è molto unita a noi e con la sua semplicità ci aiuta molto". Questa era Valeria: una ragazza semplice e molto riconoscente. 

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Valeria come studentessa della scuola di Playa Prieta

Conobbi Valeria nel maggio del 2011, quando lei aveva compiuto da poco 11 anni. Una sua zia materna aveva un figlio - Dandy - che studiava nella nostra scuola di Playa Prieta. Un giorno si avvicinò a noi per chiederci aiuto e per intercedere per le sue nipoti, Valeria e sua sorella Jennifer. Fino a quel momento avevano vissuto a Portoviejo, ma per motivi familiari seri si erano trasferite a vivere in una casetta molto vicino alla nostra scuola. Nella casetta vivevano Valeria, sua sorella Jennifer, la loro bisnonna, già molto anziana e alla quale Valeria voleva molto bene e che morì poco tempo dopo, e la nonna materna che faceva le veci di madre per loro, perché la madre era deceduta quando erano molto piccole. Il loro padre l’aveva uccisa davanti ai loro occhi.

La zia ci chiese che per favore le ammettessimo alla nostra scuola, anche se erano già iniziate le lezioni. Nell’emisfero sud l’anno scolastico comincia in quel periodo tra la fine di marzo o l’inizio di aprile. La nostra risposta fu di accettarle immediatamente e di dirle che avremmo fatto il possibile per aiutarle, perché erano in una situazione economica molto difficile. La loro situazione ci prese il cuore e ci mettemmo all’opera.

Grazie ai Gruppi Missionari del Focolare della Madre (GMHM)potemmo sostenere la famiglia e dare una borsa di studio a Valeria. Non sapevano come ringraziarci per quello che facevamo per loro. Ogni volta che portavamo gli alimenti a casa loro, la loro nonna piangeva per la riconoscenza. Valeria ci diceva tutto con il suo sguardo trasparente e il suo enorme sorriso.

Era impressionante vederla sforzarsi per mettersi alla pari con le lezioni e poter raggiungere il livello dei suoi compagni. Osservatrice, silenziosa, responsabile, con un sorriso costante, attenta a tutti… Per tutti i professori era un incanto. Eravamo davvero orgogliosi di lei. Come lo era anche sua nonna, che ci diceva sempre quanto fosse buona Valeria, quanto si sforzasse per gli studi e come aiutava con il suo esempio la sorella, alla quale non piaceva tanto studiare e che si lasciava trascinare dalla pigrizia.

Ci fu un momento in cui chiedemmo alle famiglie dei bambini con borsa di studio, come ringraziamento per l’aiuto ricevuto, di aiutarci una volta ogni due mesi nella pulizia delle aule comuni: sala computer, biblioteca, scuola materna e bagni. Valeria, sua nonna e sua zia non mancarono mai a quell’appuntamento, anche se finivano sfinite dalla stanchezza, ma facevano la pulizia con ogni cura. Non si assentavano mai, come invece facevano altre famiglie. 

Valeria non approfittò mai della sua situazione di povertà. Ricordo ancora quanto le costò accettare uno zaino nuovo con del materiale scolastico. Ce l’avevano portato le nostre consorelle da Jacksonville un Natale per i bambini più bisognosi. Voleva che lo dessimo ad un altro bambino che ne avesse avuto più bisogno. Diceva che le poteva andare ancora bene il suo. Accettò solamente quando le dissi che ce n’erano per tutti e che noi volevamo fare questo regalo a lei. Ci ringraziò con il suo sorriso abituale. 

Valeria era così: semplice, gioiosa, riconoscentissima e responsabile…

Grazie, Signore, per avermi permesso di conoscerla.

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