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Sr. Clare, Isabel e Marta

Marta Oria de Rueda, Spagna:  Il solo vederla inginocchiata accanto a un bambino, mentre gli spiegava la lezione, fu uno degli insegnamenti che ci siamo portate a casa.

Marta Oria è della Spagna e appartiene al Focolare della Madre della Gioventù.

hna clare y isa

Sr. Clare e Isabel a Guayaquil

L'estate del 2013 è stata indimenticabile per noi, un gruppo di ragazze che siamo andate in Ecuador, tra loro Isabel Ibañez e io. Per quindici giorni aiutammo le suore nelle missioni di Guayaquil – dove allora c'era Suor Clare –, Chone e Playa Prieta. Nei cinque giorni a Guayaquil abbiamo avuto l'opportunità di accompagnare le suore nella scuola dove insegnavano. Ricordo la prima volta che vidi Suor Clare incarnare la serietà assoluta mentre insegnava Scienze Sociali a bambini di otto anni. Isabel ed io ridevamo dalla porta. Non ci potevamo credere che potesse essere così seria! Il solo vederla inginocchiata accanto a un bambino, mentre gli spiegava la lezione, fu uno degli insegnamenti che ci siamo portate a casa. Insegnare in ginocchio, cioè, insegnare pregando per gli alunni.

In quel momento in cui ci vide ridere, uscì, ci guardò e si mise a ridere con noi. Ci confessò che, sebbene potesse essere a volte seria, con le domande innocenti dei bambini doveva sforzarsi molto per non ridere in classe. Per “vendicarsi” di noi ci fece terminare la lezione e devo confessare che ricordo ancora con orrore quanto fu difficile insegnare la piramide alimentare. 

Hna. Clare y Marta

Ricordo anche con speciale affetto gli ultimi giorni a Guayaquil. Uno di quei giorni uscimmo a vedere la zona commerciale con le suore, e Suor Clare ci parlò delle superstizioni e di come per ignoranza alcune persone credevano in cose assurde. Ci raccontò che nella sua infanzia era andata a uno spettacolo di un prestigiatore e illusionista ed era salita sul palco dove teoricamente era stata ipnotizzata per portare uno gnomo sul palmo della mano per tre giorni. Ma la cosa divertente fu che realmente ingannò tutti, insegnanti e compagni, che erano stati presenti allo spettacolo, tenendo per tre giorni il palmo della mano aperto e sostenendo il presunto gnomo, e così esonerandosi dal fare i compiti e dall'aiutare, perché era ipnotizzata. Come conseguenza, per tutta la passeggiata facemmo le sciocche con il palmo della mano aperto. (Per verificarlo, vedere la foto allegata).

Nella stanchezza del viaggio, l'ultima mattina, quando ci congedammo da lei, ci ricordò una Settimana Santa che avevamo vissuto insieme, Isabel, lei e io, a Valencia. Era il pomeriggio del Venerdì Santo e ad Isabel e a me ci ruggivano le viscere per la fame. Ricordo che stavamo ascoltando Padre Rafael parlare vicino a Suor Clare, che diceva: “Dio ha un piano per te” [N.d.T.: “piano” si dice “plan” in spagnolo]. Isabel udì “flan” e, eccitandosi, avvisò subito la suora che magari ci sarebbe stato un cambio di programma e che avremmo mangiato un flan. Abbiamo riso per tutta la Settimana Santa per questo “flan”. Uno o due anni dopo, quando ci congedammo da Suor Clare, ci disse: «Non dimenticarti, Dio ha un FLAN per te». Ricordandoci che Cristo era sempre lì.

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