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Selena y H Clare

Selena Navarrete:  Viveva davvero per dare gloria a Dio, visto che è evidente quando qualcuno fa qualcosa per farsi notare dagli altri, ma lei non era così, faceva conoscere Dio a tutti; il suo modo di essere trasmetteva gioia, speranza, donazione e molto di più.

Selena Navarrete è sorella di Catalina, una delle giovani che morì nel terremoto insieme a Sr. Clare. Condividiamo qui parte della sua testimonianza e dei suoi ricordi su Sr. Clare.

Conobbi Sr. Clare all’inizio del 2015, visto che insieme a mia mamma andai alla Cresima di mia sorella Catalina. Dopo la Messa ci riunimmo con alcune ragazze e suore, tra cui anche Sr. Clare. Ricordo che quel giorno le chiesero di cantare una canzone che si chiamava Rema mar adentro [N.d.T.: Rema al largo], che piaceva molto a Catalina. Sr. Clare cambiava le parole della canzone con momenti della vita di Catalina, era molto divertente. Ricordo Sr. Clare cantare molto contenta, mentre guardava Catalina. Dopo quella prima esperienza con Sr. Clare, iniziai ad andare a scuola all’Unità Educativa Sacra Famiglia, quindi abitavo vicino alla residenza di Portoviejo.

Sr. Clare mi insegnava inglese e sua madre finanziava la mia borsa di studio per poter studiare lì. Quell’anno partecipai anche all’Incontro della Settimana Santa, al campo estivo, agli esercizi spirituali, al pellegrinaggio delle ragazze con Padre Rafael, Madre Ana e le altre suore, tra cui Sr. Clare. Tutto questo fu nel 2015, tutto di fila. La vedevo in ogni attività che si svolgeva, la vedevo molto spesso a scuola e durante le attività organizzate fino a prima del terremoto. Fu un periodo ricco di attività.

Sr. Clare era molto vicina a Dio, la ricordo durante la Settimana Santa al tavolo di quelli che digiunavano. C’era solo pane, latte, tè ed acqua. La vedevo, ma non mangiò nulla. Non so se dopo mangiò qualcosa, ma io ero attenta e non vidi nulla. Mi misi a pensare alle cose che ella offriva a Dio e oltretutto con gioia. Viveva davvero per dare gloria a Dio, visto che è evidente quando qualcuno fa qualcosa per farsi notare dagli altri, ma lei non era così, faceva conoscere Dio a tutti; il suo modo di essere trasmetteva gioia, speranza, donazione e molto di più. In quella stessa Settimana Santa la ricordo, non so se fosse il Giovedì Santo, totalmente assorta nella preghiera. Perciò la descrivo come una persona immersa nelle e per le cose di Dio.

Era allegra, sorrideva anche per quelli che erano tristi, sollevava l’animo ed aveva misericordia. Si intravvedeva qualcosa nei suoi occhi quando mi parlava di qualunque cosa. Ricordo che una volta non partecipai ad un incontro del fine settimana, e il lunedì a scuola mi vide e mi si avvicinò per raccontarmi cosa avevano fatto. Mi parlava senza giudicarmi per non esserci stata. Vedevo in lei uno sforzo per rallegrarmi. Era caritatevole con gli altri, durante le ricreazioni trovava il tempo ed aveva la pazienza di giocare con i bambini che la seguivano per suonare la sua chitarra.

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