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Giovedì, 08 Agosto 2019 21:00

Suor Clare e i cristiani perseguitati

 Karolina

Karolina Vera:  Sr. Clare stava vivendo come una vera cristiana, morendo ai suoi gusti e desideri. Mi disse che avevamo una grande responsabilità di pregare per i nostri fratelli, i cristiani perseguitati.

Karolina Vera, una giovane del Focolare della Madre della Gioventù dell'Ecuador, ci manda questi ricordi dell'amore di Sr. Clare nei confronti dei cristiani perseguitati. Karolina non esita ad affermare che Sr. Clare viveva - lì in Ecuador, dove il Signore la voleva - con le stesse disposizioni di donazione e fiducia nel Signore come i cristiani perseguitati in Medio Oriente.

Ricordo quella volta che noi, un gruppo di ragazze, ci trovavamo nell’Aula Magna della scuola «Sacra Famiglia» a Playa Prieta (Ecuador) insieme alle suore. C'erano Suor Clare e le cinque candidate decedute con lei nel terremoto del 16 aprile 2016. Una suora ci mostrò un video sui cristiani perseguitati. In quel programma parlava Suor Guadalupe, religiosa dell'Istituto del Verbo Incarnato e missionaria in Medio Oriente da quasi 20 anni, in particolare su ciò che aveva vissuto con i cristiani perseguitati di Aleppo.

Alla fine del video, tutte eravamo profondamente impressionate dalla testimonianza di questa donna, ma soprattutto dal coraggio e dall'amore dei cristiani perseguitati. Ricordo in particolare che Sr. Clare era rimasta molto colpita da questo argomento. Provava una profonda ammirazione nei confronti dei nostri fratelli perseguitati in Siria, specialmente quelli che davano la vita per il Signore.

Alla fine del video c'era una canzone intitolata «Soy nazareno», de Maxi Larghi, e diverse immagini del Medio Oriente e dei cristiani. Il testo della canzone è il seguente: Soy nazareno

Las arenas del desierto se han mojado 
con la sangre y las lágrimas de Dios.
En su marcha, las tinieblas van tiñendo 
las banderas con el negro del terror.

Caí en Irak y caí en Siria,
pero ahora estoy de pie.
Aunque me tiemblan las rodillas,
yo camino por mi credo y me apuntala aquí la fe.

Soy nazareno, nazareno.
Llevo un anuncio en mi voz que habla de resurrección,
y cuando muero, no muero,
porque fui marcado con la letra «nun» en mi alma por Dios.

Oigo susurrar mi rezo, 
bajo el ruido kaláshnikov en las calles de Mosul.
Mientras cargo con el peso de mis alas 
que extendidas han formado en mí una cruz.

Y entre resacas, occidente, come al caníbal del rencor.
Y, aunque hasta el sol parezca ausente, 
veo pie sobre serpiente, veo el triunfo del Amor.

Soy nazareno, nazareno.
Llevo un anuncio en mi voz que habla de resurrección,
y cuando muero, no muero,
porque fui marcado con la letra «nun» en mi alma por Dios.

Podrás llevarte mi cabeza. Podrás quemarme las iglesias.
Podrás echarme de la tierra que me vio nacer, pero mi alma es de Dios.
Podrán tus armas convencerte de que has logrado someterme,
pero el espíritu me sopla hacia la libertad. No hay cadenas para la verdad.
Frente a los clavos de tu ira, quiero ofrecer mi otra mejilla.
Amar la mano que martilla y con mi cuello acariciar el filo de tu daga.

Padre perdónalos, porque no saben lo que hacen.
Hijo perdónanos, porque no hacemos lo que hiciste.

Soy nazareno, nazareno.
Llevo un anuncio en mi voz que habla de resurrección,
y cuando muero, no muero,
porque fui marcado con la letra «nun» en mi alma por Dios.

Soy nazareno y cuando muero no muero.

TRADUZIONE

Le sabbia del deserto si è bagnata
con il sangue e le lacrime di Dio.
Nel loro camminare, le tenebre tingono
le bandiere con il nero del terrore.

Caddi in Iraq e caddi in Siria,
ma ora sono in piedi.
Anche se mi tremano le ginocchia,
cammino per il mio credo e la fede qui mi sostiene.

Sono Nazareno, Nazareno.
Ho un annuncio nella mia voce che parla di resurrezione,
e quando muoio, non muoio,
perché sono stato segnato da Dio con la lettera "nun" nella mia anima.

Sento sussurrare la mia preghiera,
sotto lo strepitio del kalashnikov nelle strade di Mosul.
Mentre porto il peso delle mie ali
che estese hanno formato in me una croce.

E tra i postumi della sbornia, l’Occidente mangia il cannibale del risentimento.
E, anche se persino il sole sembra essere assente,
Vedo il piede sul serpente, vedo il trionfo dell'Amore.

Sono Nazareno, Nazareno.
Ho un annuncio nella mia voce che parla di resurrezione,
e quando muoio, non muoio,
perché sono stato segnato da Dio con la lettera "nun" nella mia anima.

Puoi portarti via la mia testa. Puoi bruciarmi le chiese.
Puoi buttarmi fuori dalla terra che mi ha visto nascere, ma la mia anima è di Dio.
Le tue armi potranno convincerti che sei riuscito a sottomettermi,
ma lo spirito mi soffia verso la libertà. Non ci sono catene per la verità.
Di fronte ai chiodi della tua ira, voglio offrire l'altra mia guancia.
Amare la mano che martella e col mio collo accarezzare il filo della tua daga.

Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno.
Figlio, perdonaci, perché non facciamo quello che facesti Tu.

Sono Nazareno, Nazareno.
Ho un annuncio nella mia voce che parla di resurrezione,
e quando muoio, non muoio,
perché sono stato segnato da Dio con la lettera "nun" nella mia anima.

Sono Nazareno e quando muoio, non muoio.

Dopo aver ascoltato quella canzone, Sr. Clare ci disse che non era uno scherzo né una canzone qualunque. Ci disse che ciò che il testo della canzone diceva era qualcosa di molto serio e che non dovevamo cantarla tanto per cantare. Ci disse che, se non eravamo disposte a morire a noi stesse e a lottare seriamente per vivere da vere cristiane, era meglio che non la cantassimo.

Alcune settimane dopo quel fatto, la suora venne un giorno e ci disse che avrebbe tirato fuori gli accordi per poter suonare e cantare quella canzone. Quando ci disse questo, la mia interpretazione interiore fu che Sr. Clare stava vivendo come una vera cristiana, morendo ai suoi gusti e desideri e che, per questo motivo, aveva il coraggio di cercare le note e il testo di quella canzone per cantarla.

Una volta Suor Clare mi disse che avevamo una grande responsabilità di pregare per i nostri fratelli cristiani perseguitati, perché hanno bisogno delle nostre preghiere per essere forti e fedeli fino alla morte. Quindi, da quel giorno, prego per loro.
Una settimana prima di morire, Suor Clare mi scrisse una lettera. Nella parte alta disegnò la lettera «nun» (simbolo dei cristiani). E sotto la lettera «nun», tra dei simboli musicali, scrisse: «Sono Nazareeeno».

P.S.: Ho allegato la lettera completa che mi diede Suor Clare, ma ho inserito solo la parte che ho spiegato alla fine del racconto.

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Contatto

Se hai qualche ricordo o hai ricevuto qualche favore da Sr. Clare o da una delle 5 candidate decedute durante il terremoto in Ecuador, così come se hai foto o video, ti preghiamo di mandarceli inviando una mail a:  hermanaclare@hogardelamadre.org
Per favore, non ti dimenticare di indicare di dove sei, su quale di loro è la storia che ci riferisci, e come l’hai o le hai conosciuta/e.

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