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Sabato, 04 Giugno 2016 11:16

Mi disse di sì

Gabriela Tubay, Ecuador:

Gabriela Tubay MantaSe io potessi scrivere un dizionario, a fianco della parola “felice” aggiungerei una foto di Sr. Clare.

Gabriela Tubay è dell’Ecuador e conobbe Sr. Clare durante la sua permanenza lì.

Uno degli errori che commettiamo noi persone “normali”, come sono io, è che sempre aspettiamo il “momento giusto” per fare qualcosa, per dire qualcosa, per muoverci, per correre ed abbracciare... Parlo di persone “normali”, perché ho avuto l’opportunità di conoscere persone “straordinarie” che non aspettavano mai il momento giusto. E adesso scopro che – come persona normale – di nuovo sono rimasta con le mani colme di cose da fare, e che ho moltissime parole in gola che finiranno per farmi piangere, perché ormai non le potrò dire, perché stavo cercando un momento opportuno che non ci sarà più.

Con difficoltà scrivo queste righe. Quanto ci commuove il perdere qualcuno! E più ancora quando non c’è un preavviso che se ne vanno, quando non hai potuto dire loro quanto ti piaceva che facessero parte del tuo cammino. E ancora di più quando è un nuovo cammino, e vedi che era imprescindibile che fossero presenti. E quando ormai non puoi dire loro quanto devi loro.

HnaClare SemanaSanta2016

Sr. Clare durante l’Incontro della Settimana Santa in Ecuador

Tutto quello che rimase sotto le macerie quella notte è quello che non ci uscirà mai dall’anima. Ricordo la Domenica di Risurrezione dell’ultima Settimana Santa. Sr. Estela mi chiese quale era stata la mia esperienza di quei giorni assieme a loro. Potei solo dire, tra le lacrime e con una voce terribilmente tremante, che non avevo mai visto tanta gente felice, e che all’inizio non mi rendevo conto del motivo, ma con il tempo lo sapevo: sono felici perché stanno con coloro che amano e la loro vita è per coloro che amano, per Gesù e la Vergine Maria.

Scusate se è molto audace parlare di felicità in questi momenti, ma se io potessi scrivere un dizionario, a fianco della parola “felice” aggiungerei una foto di Sr. Clare. Fin dal giorno in cui la conobbi mi fece una notevole impressione. Io volevo incidere in me tutte le sue parole, e anche se a volte la memoria ci tradisce, il cuore non tradisce mai, e le ho tutte dentro. Quando Sr. Clare una volta disse che ci sono persone che cercano prima di tutto Gesù, questo mi colpì. Certo, come no? Io stavo per prendere un appuntamento con lo psicologo, diventare buddista e iniziare da zero. E anche se sapevo che Dio esisteva, io mi vergognavo di entrare in una chiesa e di pregarlo, di offrirgli qualcosa e di ringraziarlo per qualcosa. Fu una delle persone che mi insegnarono che Dio ha delle braccia così lunghe che accoglie tutti quelli che ne hanno bisogno. Io le chiesi se Dio avrebbe perdonato i più cattivi, e mi disse di sì, TUTTI. Quella parola non mi aveva mai dato tanta speranza.

Conoscerla e conoscere il Focolare è stato per me un privilegio del quale sarò sempre grata. Non potrò mai cancellare dalla mia mente il sorriso delle mie care Mayra e Maria Augusta; l’energia che traboccava da Jazmina e Catalina; né la bontà di Valeria. E tanto meno tutto quello che ci ha lasciato Sr. Clare. Ovviamente nel guardare al Cielo le troveremo e spero, per la misericordia di Dio, che non sia una metafora e che sia il luogo in cui si trovano adesso.

 

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Contatto

Se hai qualche ricordo o hai ricevuto qualche favore da Sr. Clare o da una delle 5 candidate decedute durante il terremoto in Ecuador, così come se hai foto o video, ti preghiamo di mandarceli inviando una mail a:  hermanaclare@hogardelamadre.org
Per favore, non ti dimenticare di indicare di dove sei, su quale di loro è la storia che ci riferisci, e come l’hai o le hai conosciuta/e.