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Lunedì, 03 Agosto 2020 21:00

Molti hanno preso sul serio la loro vera vita

Maria Vergara con la sua famiglia

Maria Vergara (Chone, Ecuador):  Ognuna di loro si donava totalmente agli altri perché avevano molto da dare.

Maria Vergara è di Chone (Ecuador) ed è membro del Focolare della Madre. Conosceva Sr. Clare e tutte le giovani che morirono con lei nel terremoto del 16 aprile 2016. Ricorda ognuna con emozione, e assicura che «dopo ciò che è successo, molte persone hanno preso sul serio la loro vera vita».

Sono Maria Vergara, di Chone (Ecuador). Sono membro del Focolare della Madre di tutti gli uomini, Madre della Gioventù. Sono sposata, ho 34 anni e quattro figli.

Il Focolare mi ha riscattato giorno dopo giorno, affinché non mi allontanassi da Dio e affinché la mia anima non si perdesse e si condannasse per tutta l'eternità. 

Ognuna delle giovani morte nel terremoto ha contribuito molto in me perché questo avvenga, e Dio si è avvalso di loro per conoscerLo e amarLo, anche se la mia lotta sarà sino alla fine, visto che Lo sto sempre deludendo. Mi fa male ogni volta che succede, ma confido che Dio mi aiuterà a raggiungere la santità. 

Per tutto questo, posso dire che anche queste sei persone sono una parte importante del mio essere. Le tengo dentro al mio cuore. Per me non sono morte, sono vive, e il tempo che ho condiviso con loro lo ricorderò sempre nel lottare per coloro che amo e per coloro che non amo, specialmente per coloro che non mi amano. Questo lo appresi dalla mia cara amica Valeria poiché, nonostante tutto ciò che aveva sofferto, perdonò e amò come nostro Signore ci chiede di fare. Difficile sì, certo! Ma, impossibile, mai!

Suor Clare in ospedale

Dio è stato così misericordioso con noi, specialmente con me, perché mi ha messo nel cammino di sei persone speciali, uniche e importanti. Non posso fare a meno di provare nostalgia nel parlare o scrivere di loro. Ovviamente, mi riferisco a Maria Augusta (Mi “Cielito”, come le dicevo sempre), Jazmina, Mayra, Catalina, Valeria e Sr. Clare. Dio sa quanto sono grata che abbiano fatto parte della mia vita, e sapere che ho conosciuto e avuto l'affetto di queste donne così buone. Era facile notare, in queste anime, che stavano conducendo una vita di totale donazione a Dio. Bastava solo vederle.

Sono una persona molto affettuosa, e ho l'abitudine di abbracciare forte quelli che amo. E siccome lo faccio molto forte, a volte, senza che sia mia intenzione, le stringo molto... Ha, ha, ha, ha!!! Povere mie care, ma ora che ricordo i nostri incontri con loro, mi rendo conto che rispondevano a quegli abbracci allo stesso modo, senza lamentarsi, le poverette. Solo mi regalavano un abbraccio uguale e un bel sorriso. 

Maria Augusta: una ragazza rispettosa, affettuosa e con una dolcezza nel suo sguardo come quello di una tenera bambina. Quando la osservavi, potevi notare nei suoi occhi l'innocenza. La conobbi molti anni fa, e mi piacque perché difese la sua vocazione con molta fermezza. Sapeva che se era fedele a Dio nella sua chiamata, sarebbe stata felice, nonostante le difficoltà. Sempre, quando ci incontravamo, mi diceva: “Maria, per favore, prega per me affinché sia fedele a Dio”. Io le rispondevo che l’avrei fatto. Ogni volta che sapevo che erano in visita non riuscivo a smettere di salutarla. Quando entrò come postulante nelle Serve del Focolare della Madre, mi rattristai di non poter essere presente, perché desideravo essere lì. Però lo accettai e lo offrii a nostra Madre, visto che la mia felicità più grande è quando una ragazza dice «sì» a Dio, tanto più se la conosco. Perciò, quando la vidi dopo, nel centro della chiesa, appena terminata la Santa Messa, corsi ad abbracciarla. 

Jazmina aveva uno spirito molto grande. La conobbi nella catechesi di iniziazione e vidi come, nell'unirsi di più a Dio, cambiasse la sua anima e, nonostante le sue lotte, quando disse di «sì» si notava una gioia enorme. Sempre la incontravi sorridente per gli altri. Anche vedendo come soffriva sua mamma, lei sapeva ciò che doveva fare, e in ciò dimostrava totale fiducia in Dio. Quel modo di essere, non credo di sbagliarmi, lo imparò da sua mamma. 

In Mayra, anche se condivisi poco con lei, notai pure una trasformazione. Noi siamo imperfetti, e solo con l'aiuto e la fiducia in Dio possiamo essere migliori, possiamo essere persone uniche e felici, ed ella trasmetteva questo. Per una ragazza è molto difficile lasciare tutto (secondo il mondo ciò che conta davvero sono le feste, la vanità...) e iniziare una vita in grazia. A loro questo deve essere costato all’inizio, ma nel vedere che quelle cose non le rendevano pienamente felici, smisero di lottare contro Dio e si donarono a Lui, fidandosi di Lui. Potei notare questo in Mayra: una vera gioia e donazione agli altri, visto che Dio non ci toglie nulla, al contrario, ci dà tutto, e così noi possiamo dare a chi ci circonda. E ognuna di loro si donava totalmente agli altri perché avevano molto da dare.

Catalina!!! Ha, ha, ha!!! Il fatto è che solo al ricordarla me l’immagino a far ridere Dio ogni volta che qualcuno Lo offende per renderLo felice, perché lei era così. Aveva uno spirito libero che irradiava felicità, e aveva il dono di poter rallegrare gli altri. Portare gioia al triste è un'opera di misericordia. Questo lo imparai da lei, che lo metteva in pratica. A me tirò fuori più di un sorriso, e ciò successe anche con altre persone. Non potevi passare il tempo con Catalina e non smettere di godere delle sue “follie”. E si notava anche che lei amava Dio. Mi manca molto quel buon umore che ci trasmetteva. 

Su Valeria, davvero condivido ciò che dicono, che il suo modo di essere era come quello di San Domenico Savio. Ho ascoltato alcune cose di lui e, ascoltando ciò che mi dicono di Valeria, vedo che Dio toccò questa dolce anima. E grazie a Dio che così fu, visto che, in questo mondo, l'impurezza è così penetrata nelle anime e si offende tanto Dio... Ella si innamorò di Dio e voleva darGli conforto. Valeria aveva uno sguardo molto tenero. Anche mia figlia le voleva molto bene e mi parlava di lei. Ciò mi rallegrava, perché era in un'età difficile e aveva bisogno di vedere esempi di ragazze che vivono la vita in modo sano e che sono pienamente felici, non come la maggioranza delle ragazze che, per seguire il mondo, rovinano la loro vita e quella degli altri, e sono infelici. E ciò che è più importante è che lei disse «sì» a Dio proprio come la nostra Madre del Cielo, e fu uno strumento di amore per noi che la conoscemmo.

2015 in Ecuador

Queste ragazze ci hanno dimostrato che vivere in grazia non rende noiosi o cose del genere. Tutto al contrario, erano così felici che lo si notava perché la felicità traboccava da tutti i pori. Non avevano bisogno di parlare, semplicemente al vederle lo potevamo scoprire. Erano come si dice: «Chi mi guarda, veda Te, mio Signore».

Suor Clare!!! Potrei dire moltissimo su di lei. Da che la conobbi sentii una grande forza nella sua presenza. Mi impressionava il suo spirito, giovane e carismatico, e anche la certezza di ciò che siamo e dove vogliamo andare. Io desideravo andare a Playa Prieta solo per vederla. E quel suo amore non mi portava solo a lei, ma mi guidava a Dio. Ricordo che ci fu un tempo che passai molto male per un problema familiare. Ella, con le sue parole, mi incoraggiò. Le chiesi di mettermi nelle sue preghiere, per poter risolvere quella difficoltà. E la ringrazio per la sua preghiera, perché, dopo molte difficoltà, la mia famiglia è ancora unita. E continuo a chiederglielo, per poter così compiere la mia vocazione nella vita matrimoniale e poter guidare i miei figli affinché cerchino la santità.

In tutti gli anni passati nel Focolare della Madre, ero potuta andare solo ad un Incontro della Settimana Santa. Lei mi chiese se sarei andata quell'anno, e le dissi la difficoltà che avevo. Mi disse che avrebbe chiesto a Dio affinché potessimo andare, e così fu. Perfino mio marito poté restare per qualche tempo con noi. Quando la vidi la ringraziai molto per il suo aiuto e, per questo, continuo a chiedere a lei e alle ragazze affinché, quando Dio ci chiamerà, siamo anche preparati e non prigionieri di sciocchezze, e che aspiriamo a cose grandi, alla santità. E questa lotta è sino alla fine, visto che siamo fragili, però i santi ci hanno dimostrato che niente è impossibile e che non siamo soli, che Dio ci aspetta e ci ama. 

Per molti questo è stato qualcosa che le ragazze non si meritavano, così giovani, né le suore. Quando venni a conoscenza di questa notizia mi misi a piangere e piangere. Ma dopo mi dissi: «Il fatto è che non siamo di questo mondo, siamo di passaggio. La nostra patria è il Cielo». Esse sono ancora lì con me, e sento che non sono lontane, e che Dio riverserà sempre benedizioni. Dopo ciò che è successo, molte persone hanno preso sul serio la loro vera vita, si sono pentite e adesso vanno a Messa e a confessarsi.

Temo di più per noi che rimaniamo, che dobbiamo combattere in ogni momento per non perdere l'eternità con Dio. 

Dobbiamo fidarci di Dio, come Sr. Clare e le ragazze e, come loro, conoscerLo, amarLo e trasmettere questo agli altri.

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Contatto

Se hai qualche ricordo o hai ricevuto qualche favore da Sr. Clare o da una delle 5 candidate decedute durante il terremoto in Ecuador, così come se hai foto o video, ti preghiamo di mandarceli inviando una mail a:  hermanaclare@hogardelamadre.org
Per favore, non ti dimenticare di indicare di dove sei, su quale di loro è la storia che ci riferisci, e come l’hai o le hai conosciuta/e.