Menu
Lunedì, 23 Gennaio 2017 21:00

Aveva il dono di parlare ai bambini di Dio

hna clarerezandoninos

Sr. Zdenka M. Turkova, Repubblica Ceca: Neppure misurava la sua donazione: si donava completamente, senza calcoli. Quando disse di sì al Signore, glieLo disse per sempre e non a metà.

hna zdenkaSr. Zdenka M., SHM, è della Repubblica Ceca ed è Serva del Focolare della Madre. Fu insieme a Sr. Clare in varie occasioni nel corso degli ultimi 10 anni.

La Hna. Zdenka y la Hna. Clare con niños del colegio

Sr. Zdenka e Sr. Clare con i bambini della scuola

Io vissi assieme a Sr. Clare per alcuni mesi durante il noviziato (anno scolastico 2005/06) e anche per un anno nella comunità di Jacksonville (Florida, Stati Uniti) (anno scolastico 2009/2010).

Che cosa ricordo di lei? Era molto gioiosa, divertente, sempre disposta a fare qualche scherzo, a imitare qualcuno, a farci ridere, a parlare, ad ascoltare. Mi risultava facile vivere assieme a lei. Anche se aveva un carattere forte, imparò a controllarlo. Non si impuntava in stupidaggini, in piccole cose come “il fatto è che ho ragione”. Solo insisteva nelle cose più importanti. Era nobile, sincera, e amava molto. Non dubitai mai del suo amore verso di noi, le altre suore. È divertente, perché non te lo dimostrava chiaramente, non era dolciastra, ma invece aveva dei dettagli di amore fraterno nei nostri confronti, senza dare ad essi alcuna importanza, come se non lo avesse fatto. Ad esempio ricordo che una volta arrivammo a Messa nella parrocchia. Io mi misi in un banco e le altre tre suore si misero in un banco davanti a me, così che rimasi “sola”. Alcuni minuti dopo, Sr. Clare si alzò e si mise al mio fianco. Nessuna delle due disse nulla, ma nel cuore le ero grata, perché mi è sembrato che cercasse di mettersi nella mia situazione e mi voleva aiutare. Ma lo fece in modo tale come se fosse la cosa più naturale del mondo. E così in molte cose.

Per me, l’anno trascorso a Jacksonville fu un anno difficile per vari motivi, ma Sr. Clare mi aiutò molto, soprattutto vedendo come viveva e come si donava lei. Spesso stava attenta a me, di tradurre per me se mi vedeva persa, e altri dettagli.

Hermanas de Jacksonville con el PadreC’era una cosa che mi “dava fastidio” (tra virgolette, ovviamente) in lei. Era quando dovevo accompagnarla da qualche parte. Ad esempio, per attraversare la scuola nella quale davamo lezione, al posto di metterci dieci minuti, ci potevamo mettere minimo mezz’ora, perché lei si fermava con i bambini, le ragazze, i professori... Io volevo arrivare a casa presto per mettermi a lavorare e mi sembrava che stessimo perdendo il tempo. Ma adesso, guardando indietro, mi rendo conto che, semplicemente, ella aveva un cuore molto più grande del mio e si donava a tutti coloro che incontrava: li ascoltava, rivolgeva loro qualche parola...

Era molto amata da tutti, in particolare dai bambini a cui dava lezione, ma anche dai professori. Alcuni le avevano detto che era la “luce della scuola”. Ella rideva soltanto, non dava importanza a ciò.

Frequentemente aveva mal di testa, e credo che le facesse male il pane da solo. Quando si ammalava, non voleva mai mettersi a letto né riposare, non dava importanza a ciò che aveva. Mi dava l’impressione che avesse molto spirito si sopportazione per il dolore. Ricordo due storie al riguardo. Una fu un mercoledì delle Ceneri a Jacksonville. Il digiuno la fece stare molto male. Ma pur così, rimase a parlare con una ragazza della quale era la guida spirituale. In mezzo alla conversazione ormai non ne poteva più e dovette vomitare. Ce lo raccontava piegata in due dalla risa, descrivendo la faccia spaventata della ragazza, senza dare alcuna importanza al suo malessere. L’altro aneddoto è relativo alla fondazione della comunità a Macael (Almeria, Spagna). Sr. Clare era lì quel giorno, ma mentre eravamo alla Messa di benvenuto alle suore, stava male per un’emicrania. La sopportò per molto tempo, ma alla fine Madre Ana la mandò a casa a riposare. Quando arrivammo a casa, circa mezz’ora dopo o forse un po’ di più, la trovammo davanti a casa mentre parlava con la gente che l’aveva fermata chiedendole delle cose. Era lì, dimenticandosi di se stessa.

Aveva molti doni - musicali, teatrali e di simpatia in generale - ma li metteva completamente a servizio della comunità e dell’apostolato. Quando le chiedevamo qualcosa, lo faceva senza farsi pregare troppo, anche se a volte le costava.

La ricordo obbediente, docile, intraprendente. Sempre con la voglia di fare quello che era necessario. Quando organizzò il pellegrinaggio in Irlanda, soffrì abbastanza per incoraggiare le ragazze, per trovare alloggio, per organizzare tutto... Ma non si stancò né si lasciò vincere. Al contrario, perseverò e alla fine, con la grazia di Dio, lo ottenne. Condivideva le nostre gioie e i nostri dolori. Mi incoraggiava sempre ad organizzare un pellegrinaggio nella Repubblica Ceca, di dove sono.

El Padre con Hna. Zdenka, Hna. Clare, SuzyRideva di gran voglia e a pieni polmoni. Quando le veniva da ridere, io non potevo stare al suo fianco senza lasciarmi contagiare. Insieme eravamo “pericolose”, perché ci veniva da ridere facilmente. Le piacevano molto i miei errori in inglese, gli sbagli che facevo quando dovevo dare lezione in inglese e parlare con la gente. Vedere che lei si divertiva e rideva molto dei miei aneddoti mi aiutava a superare più facilmente quelle piccole umiliazioni e a prenderle con più umorismo. Si notava che non rideva con cattiveria, ma che veramente le risultava molto divertente.

Sapeva dire la verità senza rispetti umani, cercando solo il bene soprannaturale delle persone. In particolare con le ragazze era molto chiara. Ma, siccome lo diceva loro di tutto cuore, erano solite prenderlo bene. Percepivano che voleva loro bene e che lo diceva per il loro bene.

Si inventò, credo che fosse con Sr. Sasha, che noi suore e le ragazze eravamo una “tribù indiana”. Infatti cantavamo con le ragazze la canzone: “We are one tribe”, insistendo sul fatto che dovevamo stare unite e aiutarci. Ci dava nomi “indiani”. Aveva un dono per penetrare la personalità della ragazza o della suora, ma tutto con simpatia. C’erano nomi come “pompelmo divertente”, “piccione mite”, “albicocca sorridente”, “scimmia di porcellana”, “scoiattolo feroce”... Ci piaceva moltissimo perché sembrava veramente che ci caratterizzassero in qualche modo. Era molto creativa in questo campo. Quando arrivava qualcuno di nuovo nella “nostra tribù”, sia suora sia ragazza, non ci metteva molto (se quella persona lo voleva) ad assegnarle un nome indiano.

Era fantastica! Ho un ricordo molto bello di lei: di qualcuno che è sempre lì quando hai bisogno, ma senza uscire dal suo posto, senza intralciare la tua relazione con Dio e con la Vergine Maria, al contrario, aiutandoti a incentrarti in Loro. La maggior parte della gente che la conobbe, anche se solo in una conversazione, si ricorda di lei. Lasciava il segno. Ti ricordavi se avevi parlato con Sr. Clare. Non perché lei avesse voluto farsi notare, ma perché richiamava l’attenzione per la sua simpatia e credo anche per la sua chiarezza. Fece onore al suo nome. Rimasi sempre ammirata dalla sua sincerità nel momento di parlare della sua vita passata. Siccome anch’io avevo avuto una conversione, so che non è facile parlare delle cose che uno ha fatto male, nelle quali ha sbagliato... ma lei lo faceva con molta umiltà e con il desiderio che si vedesse quello che Dio aveva fatto in lei, le grazie che le aveva dato, l’amore che aveva nei Suoi confronti e perciò verso tutti noi.

Neppure misurava la sua donazione: si donava completamente, senza calcoli. Quando disse di sì al Signore, glieLo disse per sempre e non a metà. Ringrazio Dio che ha permesso che fosse e che continui ad essere mia sorella.

Scegli la lingua

Cerca

Reti sociali

Contatto

Se hai qualche ricordo o hai ricevuto qualche favore da Sr. Clare o da una delle 5 candidate decedute durante il terremoto in Ecuador, così come se hai foto o video, ti preghiamo di mandarceli inviando una mail a:  hermanaclare@hogardelamadre.org
Per favore, non ti dimenticare di indicare di dove sei, su quale di loro è la storia che ci riferisci, e come l’hai o le hai conosciuta/e.

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok