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Sabato, 22 Aprile 2017 21:10

Si accostava alla confessione con purezza e umiltà

hna. Clare delante del Santísimo en el Condor

P. Francesco Rizzi: Ciò che io conservo nel cuore è il suo amore verso Gesù e il suo desiderio di una perfezione più grande, ma non come un suo sforzo, ma come amore. Ella desiderava amare Gesù sempre di più.

P Francesco Rizzi

P. Francesco Rizzi è un sacerdote italiano che appartiene a Comunione e Liberazione. Conosceva bene Sr. Clare perché la confessava frequentemente, visto che fu parroco della Chiesa dello Spirito Santo a Portoviejo (Ecuador) per diciotto anni. L’abbiamo intervistato il 24 gennaio 2017, quando stava per congedarsi da questa parrocchia per intraprendere una nuova missione. P. Francesco ci spiega la diposizione d’animo con cui vedeva Sr. Clare accostarsi al sacramento della confessione. Ci confessa che la invoca nelle sue preghiere, perché è convinto che l’amicizia tra due cristiani non finisce con la morte.

Ebbi il grande privilegio di essere amico delle Serve del Focolare della Madre e, in particolare, di Sr. Clare, che a volte mi chiamava o arrivava semplicemente perché desiderava confessarsi. Gli incontri con Sr. Clare sono stati sempre molto belli per me, molto edificanti, perché il suo modo di accostarsi al sacramento della confessione era di una purezza straordinaria e di una grande umiltà. E anche molto simpatica, perché a volte il suo modo di parlare, di raccontarmi le cose mi faceva anche sorridere.

hna. Clare rezando

Ciò che io conservo nel cuore, come ricordo di Sr. Clare, è il suo amore verso Gesù e il suo desiderio di una perfezione più grande, ma non come un suo sforzo, ma come amore. Ella desiderava amare Gesù sempre di più. E di fatto, a volte, quando si confessava – questo sì posso dirlo – mi chiedeva: “E questo... Che cosa Le sembra? Sarà peccato?”. Perché desiderava che la presenza di Cristo la trasformasse completamente, e che non ci fosse in lei alcuna ombra, alcuna barriera per l’azione che il Signore potesse realizzare in lei.

Altre caratteristiche che erano molto evidenti per tutti coloro che la conobbero era la sua simpatia, la sua allegria, la sua capacità di ridere. E anche quelli sono sicuramente segni della fede. Perché la gioia che ella manifestava era il frutto di una certezza: che amava il Signore e che era amata dal Signore.

P Francesco RizziQuando seppi della sua morte mi commossi moltissimo. Anche per le altre ragazze che morirono con lei. Anche loro venivano qui in parrocchia. Erano molto riservate ma, allo stesso tempo, aperte, perché condividevano l’essenziale: condividevano la fede e l’amore verso il Signore. Ricordo molto bene anche che alcune di loro si accostavano per confessarsi, e cercavano un incontro con il Signore sempre più profondo.

Un’altra cosa. Io la invoco nelle mie preghiere. E la invoco perché penso che l’amicizia, l’amicizia tra i santi, ossia l’amicizia tra tutti i cristiani, non si interrompe (con la morte), ma diventa ancora più intensa, e anche più intensa ne è l’efficacia. Per quel motivo io, con fiducia, la invoco, la prego, le chiedo che mi protegga. Ricordo anche le sue domande, e mi indentifico con esse. Per questo so che esiste – esisteva ed ancora esiste – una certa sintonia, e questo mi dà fiducia per poterla invocare, per poter chiedere la sua intercessione nella mia vita, nella mia vita personale come sacerdote.

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Se hai qualche ricordo o hai ricevuto qualche favore da Sr. Clare o da una delle 5 candidate decedute durante il terremoto in Ecuador, così come se hai foto o video, ti preghiamo di mandarceli inviando una mail a:  hermanaclare@hogardelamadre.org
Per favore, non ti dimenticare di indicare di dove sei, su quale di loro è la storia che ci riferisci, e come l’hai o le hai conosciuta/e.

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