Menu
Martedì, 27 Giugno 2017 21:00

Dare tutto con grande umorismo

hna ana italiano

Sr. Ana M. Lapeña, SHM (Spagna): "Tutti ricordano l’allegria di Sr. Clare, il suo dono di saperci fare con le persone, la sua simpatia, la sua immaginazione. Tuttavia, a parte di questo, aveva una serie di virtù che richiamavano meno l’attenzione a prima vista, ma quando uno viveva con lei ne rimaneva edificato".

hna ana lapenaSr. Ana M. Lapeña fu superiora di Sr. Clare durante l’anno scolastico 2011/2012 nella comunità che noi Serve del Focolare della Madre abbiamo a Belmonte (Cuenca, Spagna). Lì gestiamo un collegio per bambine e ragazze con situazioni di povertà o di difficoltà nelle loro famiglie. Dal suo posto di responsabile della comunità, Sr. Ana M. descrive le grandi virtù che caratterizzarono la vita di Sr. Clare: la sua obbedienza, il suo spirito di servizio e di sacrificio, la sua carità, il suo amore per le anime... E definisce in modo azzeccatissimo la “spiritualità” di Sr. Clare: “Dare tutto con grande umorismo”. Senza dubbio ci troviamo di fronte a una delle migliori descrizioni di Sr. Clare che sono state pubblicate in questa pagina web.

 

Belmonte - Abril - En bus 2

Sr. Clare con delle ragazze nel 2012

Ebbi la grazia di vivere con Sr. Clare per un anno. Fummo destinate entrambe alla comunità di Belmonte (Cuenca, Spagna), durante l’anno scolastico 2011/2012. Io ero la sua superiora.

Il ricordo che ho di lei è che era una suora con cui si aveva piacere stare. Io ero più giovane di lei, in età e in anni di vita religiosa. In un primo momento pensai che questa sarebbe stata una difficoltà affinché ella mi obbedisse, ma non fu assolutamente così. Tutti ricordano l’allegria di Sr. Clare, il suo dono di saperci fare con le persone, la sua simpatia, la sua immaginazione. E tutto questo, certamente, lo aveva come dono naturale che mise al servizio di Dio. Tuttavia, a parte questo, aveva una serie di virtù che a prima vista richiamavano meno l’attenzione. L’obbedienza è una di queste virtù. La sua risposta era sempre la stessa, di fronte a qualunque cosa le chiedessi: un sorriso e un: “Ma certo!”. Non so ancora quali cose le costasse fare e quali no, perché la reazione che vidi in lei fu sempre la stessa. Era la stessa, indipendentemente dalla cosa che le chiedessi e dalle circostanze in cui si trovava. Alla fine di quell’anno io pensai: “Voglio imparare ad obbedire così”. Vidi in lei ciò che professiamo: obbedienza pronta, gioiosa, universale e costante.

Stava sempre osservando di che cosa avevano bisogno gli altri. Ricordo molte occasioni in cui io ero preoccupata, pensando a come risolvere qualche problema che era successo con le bambine di cui ci prendevamo cura. All’improvviso, Sr. Clare si avvicinava e mi diceva: “Sorella, di che cosa hai bisogno?”. Io le raccontavo la mia preoccupazione ed ella mi diceva: “Vuoi che mi inventi qualcosa per risolverlo?”. Se ne andava per un po’ e poi veniva a dirmi quello che le era venuto in mente. Ciò che richiamava la mia attenzione in questo era il suo sforzo per osservare e far fronte alle difficoltà. Non si limitava a compiere i suoi doveri. Osservava ed era sempre disponibile, anche nella vita comunitaria. Faceva sempre lo sforzo di elevare la conversazione e di far ridere le consorelle.

Belmonte - Febrero - Visita a asilo 5

Durante una visita al ricovero a Belmonte

Le importavano tutti. I bambini la adoravano, ma lei non prestava attenzione solo ai bambini. Per lei tutti erano uguali: il bullo che c’era nella piazza del paese, il vecchietto che conosceva per strada, una professoressa delle superiori, un bambino, il proprietario di un bar... Cercava il modo di avvicinarsi a tutti per cercare di portarli a Dio. Amava di cuore tutti. Non era insensibile alle sofferenze di nessuno. E non voleva far soffrire nessuno.

Era una persona che si sacrificava molto, molto dimentica di se stessa. Frequentemente aveva delle emicranie. Non era raro vederla cantare con la chitarra, facendo ridere le bambine, giocando... E poco dopo era in bagno a vomitare a causa del mal di testa che aveva. Non smetteva di fare ciò che doveva fare, con gioia, malgrado il dolore. Questo per lei era spesso una limitazione. A volte doveva andarsene e stendersi per alcune ore al buio per questo motivo. Non la vidi mai fare la vittima per questo né dare importanza a ciò. Quando le passava un po’, metteva di nuovo mani all’opera dando tutto.

Le piaceva moltissimo leggere cose scritte da P. Segundo Llorente, gesuita missionario in Alaska. In quell’anno scolastico lesse più di una volta il suo libro “Quarant’anni nel circolo polare”. Le piaceva quella spiritualità: dare tutto con un grande senso dell’umorismo.

Durante quell’anno scolastico preparò un gruppo di bambini per fare la prima Comunione. Riuscì a trasmettere loro un grande amore per Gesù nel Tabernacolo e un forte desiderio di riceverLo.

Belmonte - Marzo - Lourdes 2 - Hermanas en la gruta

Durante quell’anno scolastico Sr. Clare ebbe un’esperienza molto forte di nostra Madre, la Vergine Maria. Facemmo un’escursione a Lourdes con le bambine e ci bagnammo nelle piscine. Per lei fu un’esperienza dell’amore della Vergine Maria molto forte, che le durò per tutto il resto dell’anno scolastico. In quello stesso viaggio ebbe un gesto che richiamò la mia attenzione. Eravamo state nel pullman un sacco di ore. Ella aveva parlato con le bambine, cantato, animato... In quel viaggio si inventò le storie di “Sor Clor” per far ridere le bambine. Quasi alla fine del viaggio io proposi alle ragazze di inventare una canzone, ma molte avevano la nausea e non la facemmo. Per me questo non ebbe alcuna importanza e lo dimenticai. Ma alcuni giorni dopo ella mi disse: “Sorella, mi dispiace di non averti aiutato a inventare la canzone, il fatto è che avevo molto nausea, ma avrei dovuto aiutarti”. Io non me ne ricordavo più e sicuramente non era stato poco lo sforzo che aveva fatto in tutto il viaggio per animare e intrattenere! Ma pensò ancora che avrebbe dovuto dare di più. In questo piccolo gesto, vedo anche la delicatezza della sua obbedienza. Il fatto è che non voleva negare assolutamente nulla a Gesù.

Non vedeva mai nulla come impossibile. Confidava molto nella bontà della gente. Ricordo che quell’anno ci furono le ordinazioni sacerdotali. Il Monastero di Priego, in cui altre volte ci eravamo alloggiati, era occupato. Madre Ana mi disse che non sapeva come fare, e mi chiese quali possibilità di alloggio economico c’erano a Belmonte. Io dissi che mi sarei informata. Lo raccontai alle consorelle, e io dicevo: “È un po’ difficile, per la verità”. Perché erano Serve, Servi e famiglie. Ella disse: “No, sorella. Vedrai che ci aiuteranno”. Uscì di casa e poche ore dopo tornò. Aveva ottenuto che varie persone le offrissero la loro casa e le loro case rurali completamente gratis. Pur così rimaneva molto lavoro da fare, spostare tavoli, sedie... Eravamo esauste dall’anno scolastico, e sicuramente la situazione superava le nostre forze, ma ella non perdeva mai tempo in lamenti. Vedeva sempre tutto come possibile. Pur in mezzo a tanto lavoro, non perdeva mai la serenità e la gioia.

La si ricorda sempre al centro dell’attenzione quando c’erano gruppi di bambini o di giovani. Ma non era qualcosa che ella cercasse. Io notai che, quando poteva, rimaneva nascosta. Faceva ciò che faceva per risolvere una necessità, non per essere al centro.

Scegli la lingua

Cerca

Reti sociali

Contatto

Se hai qualche ricordo o hai ricevuto qualche favore da Sr. Clare o da una delle 5 candidate decedute durante il terremoto in Ecuador, così come se hai foto o video, ti preghiamo di mandarceli inviando una mail a:  hermanaclare@hogardelamadre.org
Per favore, non ti dimenticare di indicare di dove sei, su quale di loro è la storia che ci riferisci, e come l’hai o le hai conosciuta/e.

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok