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Sr. Annemarie Naiman, Stati Uniti:

h annemarieAncora oggi ricordo la forza con cui ci parlò del danno che facciamo a noi stesse con le maschere che ci mettiamo costantemente.

Sr. Annemarie è della Florida (Stati Uniti) ed entrò nelle Serve il 15 marzo 2009. Attualmente è nella comunità di Brignano, Bergamo (Italia).

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Sr. Annemarie durante una riunione con delle ragazze

La prima cosa che richiamò la mia attenzione su Sr. Clare, oltre al suo umorismo e a quanto accogliente fosse, era il modo che aveva di parlare del Signore. Mi spiego. In molti circoli cristiani negli Stati Uniti, compresi quelli in cui io mi muovevo, esisteva una forte tendenza a parlare di Gesù Cristo in toni molto leggeri e un po’ superficiali, prendendo delle confidenze che sfioravano la mancanza di rispetto, anche se senza cattiva intenzione. È bene avere fiducia e intimità con il Signore e parlare di Lui con familiarità, ma senza sminuire la Sua dignità di Figlio di Dio. Ad esempio, in quell’epoca erano di moda delle magliette con su scritto “Jesus is my homeboy”, cioè, Gesù è il mio compaesano, o il mio amicone. Non ho un ricordo concreto del fatto che Sr. Clare criticasse direttamente quella mentalità (anche se è probabile che lo facesse, e giustamente), ma ho il ricordo preciso di come si riferiva a Gesù. Quasi sempre Lo chiamava “Our Lord”, Nostro Signore. Sr. Clare era molto espressiva e faceva migliaia di facce quando faceva qualche scherzo. Ma quando parlava di “Our Lord”, aveva solo una faccia: aveva gli occhi di innamorata, ma senza essere sentimentale, piuttosto con un’aria solenne. E non sopportava che altri parlassero del Signore con meno amore o meno rispetto. Questo aspetto di lei mi colpì subito.

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Sr. Clare con Sr. Annemarie quando quest’ultima era candidata

A noi ragazze parlava molto, e a volte molto forte, dei pericoli della superficialità e di vivere dell’immagine. Si vedeva che era un tema che aveva molto presente. Quando la conobbi meglio, mi resi conto che ci parlava così perché voleva risparmiarci le sofferenze attraverso le quali ella dovette passare nella sua vita mondana, prima di conoscere il Signore. Infatti, la prima riunione di formazione che ella diede a un gruppo di ragazze del Focolare della Madre a Jacksonville fu sull’ipocrisia e la falsità. Ancora oggi ricordo la forza con cui ci parlò del danno che facciamo a noi stesse con le maschere che ci mettiamo costantemente. Un’altra riunione fu sulla vera bellezza. Nel suo cuore c’era un posto molto speciale per le ragazze ingannate dal mondo, che vivono superficialmente. Mi vengono in mente varie ragazze che ella aiutò ad uscire da quella schiavitù. Spesso, quando noi conoscevamo qualche ragazza così, eravamo solite dire: “Deve conoscere Sr. Clare”. Sr. Clare soffriva quando vedeva che le ragazze non rispondevano a ciò che Dio stava chiedendo loro. A volte ci chiedeva preghiere per qualche ragazza che aveva delle lotte interiori molto forti per rompere con il mondo e per vivere una vita cristiana.

Un’altra cosa che ci insegnò Sr. Clare, quando io ero candidata, era avere la disposizione di dare sempre. Ricordo una riunione nella quale disse: “Ogni volta che ci sediamo per tenere una riunione, un’attività con i giovani o, persino, una conversazione dopo pranzo, il nostro primo pensiero deve essere sempre: “Che cosa posso apportare io agli altri?”. Nel corso di questi anni come Serva del Focolare della Madre, spesso mi è venuta in mente questa parola d’ordine di Sr. Clare. Mi basta pensare a come ella lo metteva in pratica, per incoraggiarmi a lottare contro la vergogna e la pigrizia.

 

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