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Suor Alison Maria, Stati Uniti:

hna alisonLa suora volle rallegrare la vita di una persona in modo tale che – per così dire – non si rendesse conto del “favore”, ma che sentisse solo la gioia di sentirsi amata.

Sr. Alison è della Virginia (Stati Uniti), ed entrò nelle Serve nel 2008. Attualmente è nella comunità di Valenza (Spagna).

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Il gruppo di ragazze e suore durante il viaggio a New York

Conobbi Sr. Clare per la prima volta durante un pellegrinaggio che facemmo a New York (Stati Uniti). Credo fu nel 2008. Io non ero ancora candidata, ma mi ero avvicinata alle suore. Avevo sentito parlare di Sr. Clare da parte di alcune ragazze dell’Università Ave Maria, e ovviamente erano entusiate di lei. Così avevo voglia di conoscerla. Ricordo soprattutto la sua gioia e che sempre stava cantando. Noi ci divertivamo tantissimo con lei.

Mi ricordo di una sera. Eravamo alloggiate nel Convento delle Little Sisters of the Poor nel centro di New York. Eravamo tutte molto stanche. In quel momento stavo lottando per accettare la mia vocazione e non mi ero ancora arresa del tutto. Una sera arrivammo alla cappella per pregare  Compieta e finii a fianco di Sr. Clare. Ella si addormentava mentre pregava. In quel momento, vedendola così stanca, il Signore mi concesse la grazia di voler essere come quelle suore, di potermi stancare così per Lui, dare la mia vita come loro. Per la verità quel viaggio mi aiutò molto ad accettare la mia vocazione.

Poco dopo la mia entrata in noviziato, trascorsi il Natale del 2008 con le suore. C’era una signora che cantava durante le Messe della parrocchia. Sr. Clare si era resa conto che era sempre sola, e le faceva pena. Trascorreva il tempo tra le Messe in ufficio o nella sua macchina, quasi sempre sola. Sr. Clare chiese permesso alla sua superiora per avvicinarsi a lei e rallegrarle un po’ la vita. Mi impressionò, perché lo faceva in modo tale che la signora non si rendeva conto che lo faceva apposta, cercando di aiutarla. Noi candidate un giorno andammo con lei in parrocchia, e, in effetti, la signora era nella sua macchina da sola. Ella dovette andare nell’ufficio della parrocchia e lì andammo noi candidate con Sr. Clare con la scusa di cercare qualcosa della chitarra. Riuscimmo a farlo in contemporanea, e Sr. Clare, in modo molto naturale come sempre, iniziò a parlare con lei. Tutti quelli come noi che hanno conosciuto Sr. Clare sanno che la gioia le usciva dall’anima e contagiava tutti coloro che la circondavano. Così avvenne anche in questa occasione. Abbiamo concluso cantando una canzone per far ridere la signora. Ma ciò che mi impressionò di più fu che la suora volle rallegrare la vita di una persona in modo tale che – per così dire – non si rendesse conto del “favore”, ma che sentisse solo la gioia di sentirsi amata.

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