Menu
Mercoledì, 28 Dicembre 2016 10:00

Quando io ero piccolina: Dov'è il Bambino Gesù?

pequenaja navidadlargo

Osserva questo piccolo Bambino nella mangiatoia con paglia in una stalla, è Dio. E se mettiamo altre cosa davanti a Lui, alla fine siamo noi che usciamo perdendo.


Sr. Clare scriveva per una sezione intitolata "Quando io ero piccolina" della rivista HM Zoom+, la rivista dedicata ai bambini/ragazzi che il Focolare della Madre pubblica ogni due mesi. In "Quando io ero piccolina", attraverso le divertenti storie che inventava, trasmetteva ai più piccoli di casa l'amore verso Gesù, li introduceva nella pratica delle virtù... Per il numero 34 della rivista, che fu pubblicato durante il Natale del 2004, Sr. Clare scrisse questo simpatico articolo che oggi vi offriamo: "Dov'è il Bambino Gesù?"

piccolina1Alle mie sorelle e a me piaceva un sacco decorare la nostra casa per Natale. Fra gli addobbi avevamo un Babbo Natale, che muoveva l’enorme sacco nero sulla spalla e diceva: “Ho, Ho, ho, buon Natale”, una renna chiamata Rudolf, che quando le toccavi il naso diventava rosso, due piccoli angioletti, che muovevano le ali in su e in giù, e un gruppo di statuine che cantavano canti di Natale quando le accendevi. Le mie sorelle e io morivamo dal ridere quando stavano per esaurirsi le pile perché sembrava che i cantanti soffrissero di un esaurimento estremo.

Avevamo anche un presepe che era abbastanza grande e che mettevamo su un tavolo a parte. Era la cosa preferita di mia mamma. A fianco del presepe ella metteva due candele e quando si accendevano, la stalla si riempiva di luce. Dentro c’era il Bambino Gesù in una mangiatoia, Maria, Giuseppe, due mucche, un asino, alcune pecore. Tutti coloro che venivano a casa nostra non si stancavano di ammirarlo. Alle mie sorelle e a me piaceva moltissimo giocarci. Ciascuna di noi prendeva il ruolo di una delle figurine. Io ero Maria, mia sorella piccola era gli animali e l’altra mia sorella era Giuseppe. Muovevamo le statuine e parlavamo con il Bambino Gesù. Mia sorella, che aveva il ruolo degli animali, era certa che anch’essi potessero parlare: “Muuu”, diceva, “ti posso dare il mio latte gratis, Gesù Bambino, perché tua mamma possa farti un frullato di fragola, muuu”. Allora mia sorella, quella che faceva Giuseppe ribatteva: “Mucca, il Bambino non ha denti, non può mangiare il frullato”, “Muuu”, rispondeva quella, “la nonna lo beve, muuu, e lei, muu muu, non ha denti”. “Stancherete il Bambino”, ammonivo io.

Mia madre ci ricordava dieci volte al giorno che dovevamo stare attente al presepe e mettere le statuine al loro posto e che non c’era bisogno di muoverle in su e in giù ogni volta che le facevamo parlare.

Un giorno, mentre stavamo giocando con il presepe, decidemmo che non era giusto che il Bambino Gesù stesse sempre nella mangiatoia, per cui decidemmo di portare lui, sua Madre, suo padre e una delle pecore a “giocattolandia”, che era nella stanza di mia sorella. Lì presentammo il Bambino Gesù a tutti i giocattoli che avevamo. Ci divertimmo un sacco finché mia madre non ci chiamò per andare a prendere i miei cugini che avrebbero passato il fine settimana in casa nostra. Lasciammo tutti i giocattoli e la Sacra Famiglia nella stanza ed uscimmo di corsa.

Quando rincasammo, i miei cugini, le mie sorelle ed io andammo in camera a giocare. All’improvviso sentimmo mia madre gridare: “Dove sono le statuine del presepe?”. “Sono nella stanza”, risposi io. “Portatele qui immediatamente. Vi ho detto mille volte che non le potete tirare fuori di qui”. Il pavimento della stanza era pieno di giocattoli... e lì, fra tutto il disordine, trovammo Maria, Giuseppe e la pecora, ma il Bambino Gesù non c’era. “Ahi”, gemetti io, “dov’è il Bambino Gesù?”. Tutti alzarono le spalle e si udirono molti “oh, oh”, però nessuno sapeva dov’era.

piccolina2_grandeSentimmo mia madre salire le scale e inizammo a cercarlo rapidamente, ma si era perso. Mia madre stava aprendo la porta della stanza. In quel momento tutto sembrava muoversi a rallentatore. Io vedevo che la porta si stava aprendo, e il piede di mia madre era sul punto di entrare. La mia reazione immediata fu di raggiungere con un balzo la porta. Saltai e cercai di chiuderla. “Se mia madre vede lo stato di questa stanza le verrà un infarto”, pensai, “e inoltre la parte più importante del presepe è andata perduta”. Pensavo che ero un’eroina salvando nello stesso tempo la vita di mia madre, quella delle mie sorelle e dei miei cugini. Però mia madre, più forte di me, dovette solo spingere la porta con una mano e io quasi volai dall’altra parte della stanza.

Mentre ella si guardava attorno, io ero sicura che avrei visto uscire fumo dalla sue orecchie. “Datemi le statuine del presepe e mettete in ordine questa stanza immediatamente”. “Non riusciamo a trovare il Bambino Gesù”, disse mia sorella piccola. In quel momento non sembrava che il fumo uscisse solo dalle orecchie di mia madre ma anche dal suo naso. Sarebbe esplosa!!! “Avete un’ora per mettere in ordine e trovare il Bambino Gesù...”. E se ne andò.

Cominciammo a cercare la statuetta come matte. Guardammo dentro le scarpe, sotto il letto, nelle scatole dei puzzle, nell’armadio. Potevamo sentire l’orologio fare tic-tac, ormai non c’era più tempo. “Aspettate!”, dissi io, “Chi è stata l’ultima ad avere il Bambino Gesù?”. Tutti cercammo di ricordare qual era l’ultima cosa con cui avevamo giocato. “Io ricordo di aver visto lei con il Bambino Gesù”, disse mia cugina indicando mia sorella piccola. “Io?”, gridò lei. “Sì, tu avevi il Bambino Gesù in una mano e una bambola nell’altra”. Mia sorella rimase a pensare. “Allora, dov’è la bambola che avevi?”, chiesi io. “Non lo so”, rispose. Ci fu silenzio. Mia sorella esclamò improvvisamente: “È in bagno. Le volevo lavare i capelli”. Corremmo subito verso il bagno. Lì, sopra un asciugamano c’era la bambola con i capelli bagnati. E lì c’era il Bambino Gesù in un bicchiere di acqua e schiuma! “Ah, adesso ricordo! Lo volevo lavare perché aveva giocato con le pecore!”.
Lo asciugammo il più rapidamente possibile e lo portammo a mia madre. “Profuma di shampoo”, disse mia madre guardandoci con sospetto. “Non chiederò altro”, soggiunse mentre metteva il Bambino Gesù nella mangiatoia. “È un avviso: non toccate questa statuetta mai più”.

Avevamo perso il Bambino Gesù per un po’, ma immaginati di perdere Gesù per sempre! E questo è possibile? Certo, se durante il tempo di Natale pensiamo solo a noi stessi, se non prepariamo i nostri cuori andando a Messa e confessandoci, o se non cerchiamo di fare piacere a Gesù essendo buoni. Perdiamo Gesù quando mettiamo noi stessi nel centro e lasciamo Lui da parte. Osserva questo piccolo Bambino nella mangiatoia con paglia in una stalla, è Dio. E se mettiamo altre cosa davanti a Lui, alla fine siamo noi che usciamo perdendo.

Scegli la lingua

Cerca

Reti sociali

Contatto

Se hai qualche ricordo o hai ricevuto qualche favore da Sr. Clare o da una delle 5 candidate decedute durante il terremoto in Ecuador, così come se hai foto o video, ti preghiamo di mandarceli inviando una mail a:  hermanaclare@hogardelamadre.org
Per favore, non ti dimenticare di indicare di dove sei, su quale di loro è la storia che ci riferisci, e come l’hai o le hai conosciuta/e.