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Venerdì, 04 Agosto 2017 19:08

Contro l’invidia, la carità

campacaridad

Inizia la battaglia… Inizia proprio adesso. Chi vincerà? La carità o l’invidia?

Un altro tema redatto da Sr. Clare nel 2008 con cui tenere più avanti una riunione di formazione durante il campo estivo per ragazze di quell’estate. Questa volta sulla virtù della carità, in contrapposizione al vizio contrario: l’invidia. Come avevamo segnalato nel pubblicare il primo tema, conviene ricordare che Sr. Clare non pensò mai di veder pubblicati questi appunti. Era un testo per lei stessa, un sostegno per riflettere con le ragazze... Questo era il modo con cui Sr. Clare parlava ai bambini e ai giovani: con esempi concretissimi, mettendosi nella loro mentalità e nella loro realtà, lanciandoli a iniziare subito a crescere umanamente e spiritualmente. Spero che tutti noi leggeremo con profitto questa riflessione sulla carità, virtù nella quale tanto si distinse Sr. Clare e sulla quale tanto dobbiamo imparare.

La carità soprannaturale è una virtù per cui una persona ama Dio al di sopra di tutte le cose e gli altri per amore verso di Lui. L’invidia distrugge totalmente questa virtù. Che cos’è l’invidia? È la tristezza o lo scontento nel vedere l’eccellenza, la buona fortuna o il successo di un’altra persona. In altre parole, quando ti senti decaduto perché un’altra persona ha fatto qualcosa bene e tu no. Ti risulta familiare?

Come posso praticare io la virtù della carità in un campo estivo del Focolare?

Immaginati che c’è una ragazza nella tua squadra nel campo estivo con cui non vai d’accordo. Se durante il pranzo ti devi sedere al suo fianco, la ignori completamente, e inizi una conversazione con le tue «amichette», con le ragazze con cui invece ti piace stare. Mentre sei lì, seduta al tavolo, ti ricordi che la virtù da praticare oggi è la virtù della carità, e fai uno sforzo per parlare con quella persona che non ti è simpatica. Puoi chiederle se le piacciono le polpette in salsa, se ha un pesce come mascotte, o se vuol giocare a braccio di ferro con te.

Immaginati che durante l’orazione ti stai distraendo tantissimo. Al posto di cercare di pensare a Gesù o di parlare con Lui, trascorri i quindici minuti in cappella guardando la mosca che è appena entrata. La guardi mentre vola dalla maglietta di una ragazza a un’altra. Prima che te ne renda conto, l’orazione finisce e tu non hai detto nulla a Dio: il Dio che era lì, che ti stava guardando e stava aspettando che Gli dicessi qualcosa per parlare con te. Se la carità è la virtù per la quale amiamo Dio al di sopra di tutte le cose, allora devi dimostrargli che Lo ami facendo un doppio sforzo durante l’orazione per parlare con Lui veramente. Se vedi che ci sono altre ragazze che stanno veramente pregando in cappella, non le invidiare. Chiedi che Dio dia anche a te quella grazia.

Alla fine della giornata, quando le suore danno i punti positivi e negativi in funzione del comportamento della squadra, vedi che alcune squadre hanno più punti rispetto alla tua. Quando arriva il momento di dare loro un applauso, tu e gli altri membri della tua squadra vi guardate con delle facce tristi e rimanete lì con le braccia conserte. Perché sei così triste? Sei forse caduta nel vizio dell’invidia? Vedi che altre squadre stanno facendo meglio della tua e questo non ti piace per niente. Ricorda che la carità non è invidiosa, ma che si rallegra del bene degli altri.

Ascolta ciò che dice san Paolo sulla carità (l’amore): «La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta».

Inizia la battaglia… Inizia proprio adesso. Chi vincerà? La carità o l’invidia?

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