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Suor Clare

Il genio artistico di Suor Clare non riguardava solo la recitazione, il canto e la composizione musicale, ma emergeva anche attraverso gli scritti. A dimostrazione di ciò, oggi vi offriamo un’opera di teatro scritta da Suor Clare per la parrocchia dell’Assunzione di Jacksonville (Florida, Stati Uniti).

In italiano è stata tradotta con il titolo “Il Gran Viale” per facilitare la comprensione nella nostra lingua. In inglese, Suor Clare la chiamò “Cullberry Road”. Suor Clare voleva mostrare ai giovani la grande verità che deve illuminare le nostre vite e le nostre decisioni: niente dura per sempre. Tutto finisce per essere distrutto o a causa della morte. Alla fine, rimane solo Dio. Sì, alla fine “solo Dio”. E’ una forma diversa di riflettere sui novissimi, di scontrarci con la fragilità dei nostri sogni, quando non cerchiamo la volontà di Dio.

La rappresentazione si conclude con una canzone del gruppo musicale Gen Verde intitolata “La bomba” o “Tutto passa”, una canzone che aveva molto colpito Suor Clare e che si trova alla fine della rappresentazione. Speriamo che in molti angoli del mondo, quest’opera teatrale nata dallo zelo di Suor Clare per le anime, possa essere proposta con i giovani e per i giovani.

Narratore 1: In questa vita tutti abbiamo un sogno, vero? In un modo o nell’altro tutti cerchiamo di pianificare le nostre vite. C’è molta gente che pensa che questo mondo sia una “valle di lacrime” con tanta sofferenza, tanta fame, tanta povertà, tante ingiustizie. Altri, invece,     dicono che dobbiamo vivere la vita al massimo. “Carpe diem!”, cogli l’attimo!

Narratore 2: Per alcuni la vita è semplicemente un’enorme sala d’attesa, dove aspettano che la morte li chiami per passare da questa “sala” alla successiva. Non hanno speranza, non fanno progetti, sentono un vuoto immenso: a loro manca qualcosa!

Narratore 1: “Il Gran Viale” è la storia di cinque persone che erano contente delle loro vite.

Narratore 2: “Il Gran Viale” è la storia di cinque persone che pensavano di essere contente delle loro vite. Una persona può avere molte cose: soldi, potere…

Narratore 1: Fama, bellezza, successo... una lista senza fine.

Narratore 2: Uno può avere tutto e, allo stesso tempo, non possedere niente.

Narratore 1: Cosa succederebbe se ci togliessero tutte queste cose? A cosa ci aggrapperemmo? Da chi andremmo??

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(Sul palcoscenico ci sono due ragazzi ed una ragazza che guardano verso il pubblico. Stanno guardando una partita di calcio in televisione. Uno dei ragazzi è il fratello di Michelle, che si chiama Mike; gli altri due sono suoi amici. Entra Michelle)

Michelle: Ciao Mike, ciao Vicky, ciao Davide.

(i tre rispondono insieme)

Michelle: Mike, a che ora tornano mamma e papà?

(Mike e i suoi amici sono totalmente assorti dalla partita. La loro squadra sta perdendo)

Michelle: Mike? (lei si avvicina a lui, è impaziente) Mike!

(Mike fa un gesto affinché sua sorella si zittisca, senza togliere gli occhi dal televisore. All’improvviso l’altra squadra segna un gol. Mike e i suoi amici sono sconvolti).

Michelle: dai ragazzi, è solo un gioco!

Mike: (in modo drammatico) Tu non capisci.

Michelle: allora, Michael, per l’ennesima volta, a che ora tornano mamma e papà?

Mike: Non lo so, Michelle. Non ti rendi conto di come sto male in questi momenti?

David: Sì, Michelle. Queste cose fanno molto male.

(Michelle alza gli occhi al cielo ed esce come se stesse andando nella sua camera)

Vicky: Non dovevi dare qualcosa a tua sorella?

Mike: A cosa ti riferisci?

Vicky: Poco fa hai detto: “Ricordatemi di dare questo a Michelle quando arriva”.

(Mike pensa)

Mike: Ah, sì! la lettera!

Mike: (gridando) Michelle, sul tavolo c’è una lettera per te!

Michelle: Una che?

Mike: Una lettera!

(Michelle entra)

Michelle: una fetta di che?

Mike: Let-te-ra

(Michelle si avvicina al tavolo e prende la lettera appoggiata sopra)

Michelle: Dio mio! E’ dell’Università di Santo Stefano

David: La nuova università? Quella bella che si trova sul Gran Viale?

(Michelle inizia a saltare e gridare. Gli altri tre la guardano)

Michelle: Dio mio! Mi hanno accettato! E’ l’università dei miei sogni! Sai cosa significa questo per me? ...dovresti saperlo! E’ un sogno che si è fatto realtà!

(Si ferma immobile)  (entrano Narratore 1 e narratore 2)

Narrador 1: Michelle Bliss, 18 anni, una ragazza intelligente.

Narrador 2: doveva esserlo per essere accettata nell’Università di Santo Stefano.

Michelle: Il mio sogno è diventato realtà! Ero così nervosa.....pensavo che non mi avrebbero mai accettata. L'università di Santo Stedano è una delle migliori università del Paese. E' fantastica! Tutti sanno che gli studenti che si laureano lì, ottengono poi un posto di lavoro stupendo. Sarò quello che ho voluto essere da sempre: avvocata! Perché nell'Università di Santo Stefano la facoltà di Diritto è eccezionale. Sono COOOSÌ felice!.....In questo periodo, l'anno prossimo, starò già vivendo al College Mayor dell'Università di Santo Stefano, nel Gran Viale. Cos’altro potrei chiedere?

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(Una giovane donna, Elisa, è seduta, agitata, mentre aspetta di fare un colloquio di lavoro. La segretaria sta lavorando alla sua scrivania. Suona il telefono).

Segretaria: Buongiorno, ufficio della Rivista Break, in cosa posso aiutarla?...E' occupato in questo momento. Vuole lasciare un messaggio?....Sì.... i colloqui di lavoro in quest'ufficio saranno lunedì 14 e anche giovedì. Oh, scusi, mercoledì 16...Sì, giri a destra al semaforo, a destra,... sì è così, quella strada la porterà direttamente qui, sul Gran Viale....ok...di niente. Arrivederci.

(prende il telefono e dice ad Elisa che può entrare dove si trova l'esaminatore)

(Elisa si presenta, consegna il suo curriculum. L'esaminatore le chiede se vuole un bicchiere d'acqua, etc.)

Esaminatore: (guardando il curriculum di Elisa) Vedo che hai lavorato per altre riviste, Elisa

Elisa: Sì, infatti, ho portato alcune copie in modo che lei possa dare un'occhiata (gli passa le riviste). Io ho disegnato queste pagine.

Esaminatore: Mi piacciono.

Elisa: Ho lavorato anche per alcuni giornali... può trovare tutto nel mio curriculum.

Esaminatore: Perfetto! Un buon lavoro. Da quanto tempo disegna riviste?

Elisa: otto anni. Adoro il mio lavoro

Esaminatore: Potremmo contrattare qualcuno come te.

(SI BLOCCA)

Elisa: Quando lui disse ciò, il mio cuore iniziò a battere più in fretta. Mi assumerà o ripete la stessa cosa a tutte le persone che intervista? Non lo so. So solo che voglio questo lavoro. Lavorare per la Rivista Break significa lavorare al massimo livello. E' una delle riviste più vendute del Paese. Questo sarebbe un gran progresso per me.

(Si riprende)

Esaminatore: Ok, Elisa. Puoi lasciarci il tuo curriculum e ti chiameremo.

Elisa: Ha il mio numero, vero?

Esaminatore: Sì, è 69 96 99 69 9.

Elisa: Sì, esatto (si congedano e proprio quando Elisa si avvicina alla porta....)

Esaminatore: Sa una cosa, Elisa? Le darò un’opportunità.

Elisa: (con entusiasmo) Ho ottenuto il lavoro! (più composta) Voglio dire... ho ottenuto il lavoro?

Esaminatore: Faremo una settimana di prova. Inizia questo giovedì e vediamo come va. Mi piacerebbe vedere qualcosa di più del suo lavoro.

(Elisa esce. Quando passa di fianco alla segretaria le dice "Arrivederci" con grande entusiasmo)

(Entrano i narratori 1 e 2)

Narratore 1: Molto bene Elisa, è fatta!

Narratore 2: Hai ottenuto il lavoro che cercavi!

(Escono).

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(C'è un gruppo di persone in piedi con dei calici di vino in mano. Alcuni di loro, quando vedono arrivare Pietro iniziano a dire:"E' già qui". Applaudono. Stanno aspettando l'inaugurazione del suo nuovo ristorante).

Pietro: Eccomi, sto per inaugurare il mio settimo ristorante. Io sono nato qui, nel Gran Viale. Se 35 anni fa mi avessi detto che proprio in questo luogo avrei aperto un ristorante di tale categoria, probabilmente ti avrei riso in faccia (ride). Ho la sensazione che questo ristorante sarà un successo. È un posto che promette molto. Spero che tutti apprezzino il cibo. Io, almeno, lo apprezzo (ride). Vi piacerà l'arredo dell'interno del ristorante, è molto elegante, molto "chic", come tutti i miei ristoranti. Recentemente il presidente degli Stati Uniti ha cenato in quello che ho in California. Vedrete che il servizio che vi offriranno qui i miei dipendenti è eccellente. Bene, che altro posso dire? (tutti alzano i bicchieri) Per il mio nuovo ristorante Gâteau! 

(Taglia il nastro)   (tutti applaudono).

(Entrano i narratori)

Narratore 1: Il signor Pietro Laffret è un uomo molto ricco.

Narratore 2: Non ha appena detto che questo è il suo settimo ristorante?

Narratore 1: Sì è il settimo. Ed è caro come gli altri. Sai? C'è gente che vive solo per i soldi...

Narratore 2: È triste, ma è la verità...

(Escono)

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(sul LATO SINISTRO del palcoscenico, un gruppo di studenti dell'Università stanno parlando, leggendo... BRIAN sta raccontando una barzelletta. TUTTI ridono).

Gina: Qualcuno sa se il Dottor Martínez è qui oggi?

Donata: Non l'ho visto.

Gina: Avete visto il video che ha pubblicato l'altro giorno?

Zack: Quale?

Gina: Il video dei.....

(ROBERTO entra correndo)

Roberto: Mi ha detto di sì!! Gliel’ho appena chiesto e mi ha detto di sì!!! Mi ha detto di sì!!!

Laura: Chi? Cosa? Come? Dove? E quando?

Brandon: Ha appena proposto a Rachel di sposarlo.

Zack: E cosa ha detto? (indicando ROBERTO)

Brian: Congratulazioni, ragazzo! (Tutti gli fanno gli auguri)

(sul LATO DESTRO del palcoscenico ci sono tre ragazze: una sta studiando, un'altra si sta dipingendo le unghie e l'altra sta leggendo un libro. ENTRA RACHEL)

Rachel: Mi sposo!!!

Patri: cosa stai per fare??!

Raquel: Roberto mi ha appena proposto di sposarlo.

Beatriz: E cosa gli hai detto?

Lola: Di "sì". È ovvio, ha appena detto che si sposa.

(Tutte e tre iniziano a gridare e ad abbracciare RACHEL)

Patri: Allora, come te l’ha chiesto?

Rachel: Eravamo seduti sul promontorio che si trova vicino al laboratorio.....

(FACCIAMO UN FLASHBACK. RACHEL e ROBERTO sono seduti sul bordo del palcoscenico.TUTTI GLI ALTRI sono fermi).

Rachel: Roberto, sai cosa succede domani?

Roberto: Domani.... è martedì, no?

Rachel: Si, ma che giorno è?

Roberto: Il 10?

Rachel: Uumm!! E cos’è successo il 10 maggio di tre anni fa?

Roberto: Era il compleanno di tua nonna?

Rachel: No! Lei compie gli anni ad agosto!

Roberto: Lo sapevo....

Rachel: Allora?

(ROBERTO pensa)

Rachel: La parola "anniversario" ti dice qualcosa?

Roberto: (finge di sapere di cosa sta parlando RACHEL)

Rachel: Roberto! Non posso credere che te ne sia dimenticato!

Roberto: Non mi sono dimenticato. Solo che non lo ricordavo...

Rachel: Era ciò che immaginavo! (Rachel si alza).

Roberto: Rachel, aspetta. In verità... io volevo chiederti qualcosa.

Rachel: Volevi chiedermi qualcosa come: quand’è il nostro anniversario?

Roberto: No (Si inginocchia su una sola gamba, come in una genuflessione).

Rachel: Cosa stai facendo?

(Roberto tira fuori un anello dalla sua tasca)

(RACHEL e ROBERTO si voltano verso i loro amici).

Rachel: (Verso le sue amiche) È stato allora che mi ha chiesto: "Vuoi sposarti con me?"

Roberto: (verso i suoi amici) E lei mi ha risposto...

Tutti: Sì!

Roberto: Stasera lo diremo ai suoi genitori

Brandon: Dove vivono?

Roberto: Nel Gran Viale.

(Si blocca)

Roberto: (si dirige al pubblico): Non posso credere che mi abbia detto di sì! Beh,.... in realtà io pensavo che mi avrebbe detto di sì, però la scorsa notte ho avuto un incubo in cui lei mi diceva di no. Ma ha detto di sì e credo che l’abbia detto in tutta sincerità. Certo che lo dice davvero! Ora staremo insieme per sempre. Non c'è niente di meglio!

(Esce di scena).

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(Sul palcoscenico ci sono molte casse. ENTRA JAKE portando una cassa grande. Suo padre, FILIPPO, si trova già sul palcoscenico e muove le casse)

Jake: Papà, questa è l'ultima cassa?

Filippo: Ne rimane ancora qualcuna in più, figliolo. (Entra Giulia)

Giulia: Papà, hai detto la stessa cosa un'ora fa!

Filippo: Dai ragazzi! Prima finiamo, meglio è.

Giulia: Io non avevo nessuna voglia di traslocare. Quando avrò una casa mia, vivrò lì PER SEMPRE!

Jake: Ma sorellina, ascolta un attimo... È una bella casa: questo non lo puoi negare. È la casa dei sogni della mamma. Guarda cosa ha messo in bagno (i due escono insieme).

(ENTRA SILVIA)

Silvia: È fantastico. Finalmente siamo a casa!

Filippo: Proprio così!

Silvia: Hai già pagato l'architetto?

Filippo: Sì, è tutto sotto controllo.

Silvia: (si siede e respira profondamente) Non posso credere che ci stiamo già trasferendo. Quando pensi che potremo iniziare a vivere qui?

Filippo: Beh, prima dobbiamo mettere ogni cosa al suo posto, no? Dipende da quanto siamo rapidi.

Silvia: Spero avvenga molto presto.

(Si blocca. Entrano i narratori 1 e 2).

Narratore 1: Silvia e Filippo hanno lavorato tantissimo per comprare la loro nuova casa.

Narratore 2: È una delle case più grandi del Gran Viale. Mentre loro trasportavano le casse, tutti i vicini sbirciavano da dietro le tende per cercare di vedere chi erano i loro fortunati nuovi vicini.

Silvia: Sono così stanca.....Ho lavorato parecchie ore extra per poter comprare questa casa. E anche mio marito l’ha fatto. Ma, sai? Sto per scoppiare dalla gioia! Questa casa è tutto ciò che desideravo!

(IL PALCOSCENICO rimane VUOTO. SI ABBASSANO LE LUCI. MUSICA. ENTRANO MICHELLE, ELISA, PIETRO, ROBERTO, SILVIA e FILIPPO).

Voce fuori campo: "NOTIZIE RADIO"

Susanna. Speaker della radio: Una bomba è caduta sul Gran Viale oggi pomeriggio alle 5:45. Le autorità informano che ci sono parecchi morti e diversi feriti gravi il cui numero non è ancora stato confermato. Le perdite materiali sono immense perchè la maggior parte degli edifici del Gran Viale sono rimasti completamente distrutti. Abbiamo in diretta Martino Rossi che in questo momento si trova lì, sul Gran Viale. Martino?

Martino: Sì, Susanna. Sono qui, in ciò che resta del Gran Viale. Mi trovo in mezzo alle macerie....è veramente desolante.....ha colto tutti di sorpresa 
(si abbassa il volume).

(LUCI. I PERSONAGGI sul palcoscenico si muovono lentamente dimostrando la loro angoscia. MUSICA)

(Entrano i narratori 1 e 2)

Narratore 1: Ognuno ha un sogno, vero? In un modo o nell'altro tutti cerchiamo di programmare le nostre vite.

Narratore 2: Quando cerchiamo di programmare le nostre vite, i nostri progetti sono gli stessi progetti che ha Dio su di noi? Il nostro sogno è quello di realizzare ciò che Dio vuole?

Narratore 1: Molta gente dice che questo mondo è "una valle di lacrime". In realtà è così solo per colpa nostra. Chi ci può liberare da questa profonda tristezza che abbiamo nel cuore?

Narratore 2: Chi ci può consolare, dare forza e speranza quando l'Università che avevi progettato di frequentare è rimasta totalmente distrutta, quando hai perso il lavoro perfetto che avevi appena ottenuto?

Narratore 1: Quando il nuovo ristorante che ti avrebbe reso ricco ora è semplicemente un cumulo di polvere sul pavimento. Quando la persona che amavi muore, quando perdi la casa dei tuoi sogni...

Narratore  2: Dio. Egli è l'unico che ci può aiutare a portare la nostra croce in momenti così duri. Egli è la nostra Luce e la nostra Speranza. Egli ha promesso di rimanere con noi per sempre, anche quando tutto il resto sparisce.

Narratore 1: Tutto ciò che c'è in questo mondo viene e se ne va. Tutto passa. Niente dura per sempre: solo Dio.

(Si abbassano le luci. La canzone).

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