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Venerdì, 31 Luglio 2020 21:00

In memoria di Mami Lilia

Mami Lilia

Mami Lilia è deceduta il 22 giugno 2020, dopo una lunga e dolorosa malattia. Era la madre di Jazmina Castro, una delle giovani candidate che morì con Sr. Clare Crockett durante il terremoto del 16 aprile 2016. Era anche membro dei Laici del Focolare della Madre e dei Malati del Focolare della Madre.

Il suo esempio di fede e di accettazione della volontà di Dio merita di essere riportato e conosciuto perché, come ricorda Sr. Sara Maria Jiménez: «Lilia trasmetteva la fede non solo con le parole, ma soprattutto con la sua vita. Era l'anima della comunità. Tutti sapevano che, di fronte a qualsiasi difficoltà, Lilia c’era. Si donava e si consumava al servizio di Dio».

Mami Lilia con il Bambino Gesù

Lilia Italia Delgado Molina, meglio nota a tutti come Mami Lilia, era nata il 15 luglio 1964 a Chone (Manabí, Ecuador). Anche se era cresciuta in una famiglia cattolica, non sposò mai Ángel Castro, il padre dei suoi sei figli. Nel 2008 sentì la chiamata a dare di più al Signore e iniziò a catechizzare in vari quartieri della Parrocchia di San Gaetano. Dopo un po', diventò la coordinatrice della catechesi familiare del suo quartiere. Man mano che si formava di più e si impegnava sempre più nella parrocchia, cominciò a provare una profonda nostalgia per l'Eucaristia. Dato che il padre dei suoi figli non voleva sposarsi, gli propose di vivere separati per potersi finalmente confessare e ricevere la Comunione.

Mami Lilia con il FMG

La sua figlia più piccola, Jazmina, conobbe le Serve del Focolare della Madre e iniziò a partecipare alle riunioni di formazione e alle attività giovanili. Mami Lilia era felice di questo incontro di sua figlia con le suore. Sr. Sara Maria Jiménez spiega che: «Come madre e donna di fede qual era, aveva la santa intuizione che forse il Signore stava chiamando sua figlia ad essere una delle suore con le quali era così felice». Mami Lilia pregava e pregava, fino a quando un giorno non ce la fece più e disse a sua figlia: «Jazmina, per quanto tempo ancora farai aspettare il Signore?». Quando Jazmina entrò finalmente nella comunità, Mami Lilia era la donna più felice del mondo. Ma non si lasciò andare neanche per un momento, e continuò a pregare e a offrirsi per lei, affinché fosse fedele alla sua vocazione. E quando Jazmina tornava a casa per trascorrere alcuni giorni con la sua famiglia, faceva sì che adempisse tutti suoi impegni, le evitava pericoli e faceva attenzione che la visita a casa non fosse una pietra d’inciampo nella sua vocazione.

ENel 2015 le fu diagnosticata la malattia. Era un cancro all’utero. La operarono e sembrava che si stesse riprendendo, ma presto il cancro riapparve. Fu un duro colpo per Jazmina ma, allo stesso tempo, vedendo come sua madre viveva la malattia, divenne per lei la migliore scuola di donazione e di abnegazione, perché Mami Lilia non si lamentava mai, sorrideva sempre ed era sempre attenta a tutti, dimenticandosi dal proprio dolore. Sr. Teresa Castilla spiega: «In quanto donna credente, durante la sua malattia ha sempre reso testimonianza della sua accettazione della volontà di Dio su di lei. La sua fede non si indebolì, ma al contrario le servì per riporre tutta la sua fiducia nel Signore».

Mami Lilia davanti alla tomba di Jazmina

Il 16 aprile 2016 il Signore chiese a Mami Lilia un grande sacrificio, sicuramente più doloroso del cancro stesso che aveva. L'edificio principale dell'Unità Educativa Sacra Famiglia di Playa Prieta crollò durante il terremoto che colpì la costa dell'Ecuador. Quando la avvisarono, sua figlia Jazmina, di soli 21 anni, era sotto le macerie, insieme a Sr. Clare Crockett, Mayra, Maria Augusta, Valeria e Catalina. Mami Lilia e Ángel si spostarono rapidamente da Chone fin sul luogo del crollo. Insieme ai genitori delle altre ragazze, attesero impotenti il lento progresso dei lavori di salvataggio, nell'incertezza se le avrebbero trovate vive. Sr. Sara Maria Jiménez narra quella scena: «C'erano anche i parenti delle altre ragazze che erano con Jazmina. Dopo molte ore di ricerche, la prima che trovarono senza vita era la loro figlia minore, Jazmina ... Il pianto e la disperazione delle altre madri spezzava il cuore, perché immaginavano che, se Jazmina era in quello stato, le loro figlie sarebbero state trovate nelle stesse condizioni. Ma fu proprio Lilia che iniziò a incoraggiare e a confortare le altre madri con parole di fede, speranza e fiducia nel Signore. Nel colmo del suo immenso dolore fu in grado di confortare gli altri».

Da questo momento in poi, la vita di fede e di unione di Mami Lilia con Dio si intensificò in modo tale che viveva più in Cielo - con Jazmina, Sr. Clare e le altre ragazze - che sulla terra. Le chiamava «le mie bambine» e parlava con loro, rideva con loro, le sognava... Le aveva molto presenti pur nella della sua malattia.

Nel 2019, con suo grande rammarico, dovette rinunciare a fare catechismo. Fino ad allora, non appena si riprendeva un po’ da ogni chemioterapia, la si vedeva di nuovo circondata dai bambini. Come dice Sr. Sara Maria: «È stata in piedi fino a quando ormai il suo corpo non ce la faceva più. Continuava a fare catechismo e a servire tutti come se non fosse successo nulla. Amava il Signore con tutto il suo essere». Godeva di tutti i momenti che il Signore le regalava, delle feste in famiglia, dei giorni in cui le suore e le giovani del Focolare andavano a pregare il rosario con lei ...

Mami Lilia facendo la Comunione

Fino a quando ebbe forza, non mancava mai all'Eucaristia, anche se vi arrivava esausta. Più tardi, durante l'ultimo anno e mezzo della sua vita, le suore andavano quotidianamente a casa sua per portarle la Comunione. Ricorda Sr. Teresa Castilla: «Questo le riempiva il cuore di gioia. Quando arrivavamo diceva: "Jesusito è già qui". (...) Parlare del Cielo con lei era normale. Il suo viso si illuminava, e sorrideva molto quando le parlavamo dell'abbraccio così grande che avremmo dato a Gesù e Maria, quando saremmo arrivati lì».

Quando l'epidemia di COVID-19 arrivò in Ecuador, la sua famiglia decise di isolarla e le suore non poterono più portarle la Comunione. Ma il 25 marzo 2020, il Signore fece un grande regalo a Mami Lilia. Padre José Javier Martins de Passos, Servo del Focolare della Madre, poté celebrare la Santa Messa in casa sua, la confessò, ricevette la Comunione e l’Unzione degli infermi. Agli inizi di giugno, quando si riprese l'attività, le suore andarono a portarle di nuovo la Comunione quotidianamente. La trovarono molto debole, più magra. I tumori esterni intorno al collo e all'aorta erano peggiorati. La morfina non aveva quasi più alcun effetto. Era peggiorata moltissimo.

Lo stesso giorno della sua morte, il 22 giugno 2020, le suore approfittarono della presenza a Chone di Carlos Santos, medico e membro dei Laici del Focolare della Madre, affinché le facesse visita. Carlos la esaminò per intero, perché quella stessa mattina aveva avuto una forte emorragia, pulì i tumori esterni e, incapace di fare di più a livello medico, pregò con lei la Coroncina della Divina Misericordia. Quando ebbe finito le disse: «Lilia siamo quasi alla fine. Sei pronta?». Lei rispose: «Più che pronta».

Quella stessa notte, Ángel, che era nella stanza accanto, sentì Mami Lilia chiedere aiuto. Entrò nella stanza e sorprendentemente la trovò in piedi, ma lei cadde tra le sue braccia. I figli vennero subito e, tra tutti, la misero a letto, ma ella ormai non rispondeva più. Erano le otto di sera di lunedì 22 giugno 2020.

Chiediamo al Signore che le parole del Salmo 16 si siano realizzare in Mami Lilia: «Al risveglio mi sazierò della Tua immagine, Signore». E che questa donna di fede si sia potuta incontrare in Cielo con sua figlia Jazmina e con Sr. Clare, Mayra, Maria Augusta, Valeria e Catalina.

Per conoscere meglio Mami Lilia, puoi vedere in spagnolo la testimonianza che ha dato per il programma «Testigos de la esperanza» [N.d.T.: «Testimoni della speranza»] di HM Televisione.

-Sr. Beatriz Liaño, SHM

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